Prima campanella tra ritardi cronici e cadute di stile

SULMONA – Il nuovo anno scolastico è ripartito oggi tra incognite, incastri e genitori alle prese con messaggi assenti o poco chiari da parte delle istituzioni, a cui hanno supplito ancora una volta le varie scuole.

L’unica novità da segnalare è la riapertura della scuola media Serafini, dove la dirigenza ha organizzato per stamattina una cerimonia a cui l’amministrazione comunale ha preferito non partecipare, e in cui i lavori sono terminati e in cui torneranno gli studenti dopo la parentesi dell’ex convento di Sant’Antonio. Struttura che dovrà ospitare – si spera a breve, me nessuno si è pronunciato ufficialmente – anche i circa 500 alunni di Ragioneria e Geometri, che fino all’anno scorso avevano seguito le loro lezioni nella sede pratolana dell’Iti. Una scuola che doveva essere a norma e sicura, ma che una perizia ad orologeria spuntata nelle ultime settimane, giudica non idonea. Per questo, da oggi, gli studenti di Itg e Itc sono tornati in Dad, non per Covid, ma per l’incapacità della politica di trovare una soluzione – seppur tampone – per una scuola che fa dei laboratori il suo punto di forza. Gli alunni dell’Iti, infatti, dovranno rinunciare a scale, piani superiori, palestra, laboratori e ad un piano della struttura dopo le perizie.

Tornando al fresco di lavori edificio di via Volta, qui trovano casa i piccoli studenti dell’ex asilo di via Crispi e dell’infanzia di via Angeloni, oltre agli alunni della scuola elementare Lola Di Stefano, dove il cantiere sarebbe pronto ad aprire.

Resta ancora chiusa la Masciangioli, con gli alunni trasferiti nell’edificio fresco di restauro e restyling della media Capograssi. Nell’edificio di via Mazzini si sarebbe dovuto rientrare al più tardi a settembre 2020, ma ad oggi è ancora un cantiere aperto. Se il grosso dei lavori è fatto, per via della realizzazione degli isolatori sismici, ora si dovranno trovare i fondi per sistemare la parte superiore del plesso, circa 1 milione e 400 mila euro.

Saranno tra i banchi dell’ex sede della Croce Rossa e del Cescot, invece, gli studenti della Lombardo Radice hanno già iniziato l’anno scolastico nell’ex Cescot e Croce Rossa, dopo la disdetta del contratto al confettificio. Entro fine anno si procederà con la demolizione della sede storica per avviare la realizzazione ex novo del plesso unico scolastico. La gara è attesa entro fine mese. Le materne di via L’Aquila e via Trento sono state sistemate nella palazzina del contratto di quartiere per via del finanziamento di 1 milione e 900 mila euro ottenuto con i fondi Pnrr per la costruzione del nuovo centro per l’impiego.

Chiude per sempre, infine, la scuola dell’infanzia di Bagnaturo che non ha raggiunto il numero legale delle 10 iscrizioni minime: ne sono arrivate solo 3.

Si apre, dunque, un nuovo anno scolastico all’insegna dell’incertezza, del pendolarismo forzato tra edifici per docenti e alunni, del pressapochismo per una politica che non riesce a dare risposte concrete. Prova ne sia il liceo classico ancora chiuso dal 2009.