De Nino – Morandi chiuso dal 2014, il Comitato attacca la Provincia

SULMONA – “La Provincia chiude le stalle quando i buoi sono scappati. I veri colpevoli e responsabili che per anni non hanno mosso un dito a favore del ritorno della scuola a Sulmona, ora si fanno paladini della crociata. La questione è troppo seria per essere lasciata in mano a chi fa finta di impegnarsi per risolverla”. Così Franco D’Amico, portavoce del comitato De Nino-Morandi, torna alla carica sul destino degli istituti tecnici per ragionieri e geometri, entrambi delocalizzati ormai da otto anni. La dura reazione arriva all’indomani delle dichiarazioni rese dal Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, che ha minacciato di riprendersi le carte dell’appalto, di revocare cioè la convezione con il Provveditorato alle Opere Pubbliche, soggetto attuatore per l’esecuzione degli interventi sulla sede storica di via D’Andrea. Il comitato ricorda che, nel 2017, suggerì alla Provincia di scorrere la graduatoria senza fare ricorso ad una nuova procedura di appalto. Per cui l’allungamento dei tempi è dovuto proprio alla scelta politica adottata a suo tempo dalla Provincia. “La rabbia di Caruso arriva tardi. Se davvero la politica voleva accelerare i tempi, per addivenire all’adeguamento del plesso scolastico, poteva farlo già da tempo senza arrivare al punto di non ritorno, ovvero ad otto anni esatti dal trasferimento della popolazione scolastica a Pratola Peligna”- interviene il docente, simbolo della battaglia. Se Caruso è intenzionato a ritirare tutta la documentazione dalle mani del Provveditorato, D’Amico dal suo canto potrebbe tirare in ballo nuovamente la Prefettura dell’Aquila, visto il perdurare dell’incresciosa situazione. Il comitato nell’ottobre 2017 ebbe modo di interloquire anche con i magistrati aquilani assieme al Presidente della Provincia che, in quella sede, si impegnò a depositare nell’immediato istanza di dissequestro, mai pervenuta. Ma lo sfogo di D’Amico si concentra maggiormente sulla sede alternativa, ovvero l’ex convento di S. Antonio, che potrebbe ospitare gli aspiranti ragionieri e geometri già da settembre prossimo. Per la messa in funzione dell’immobile, che attualmente ospita la scuola media Serafini (in attesa del ritorno nella sede di via Volta si spera per fine anno scolastico), D’Amico si spese in prima persona nel 2019 al fianco delle istituzioni per reperire i pareri necessari. Il trasloco sfumò per la classe di collaudo della struttura, successivamente adeguata alla normativa vigente in materia per le scuole. “Sembra una barzelletta. Ora si vuole riportare la scuola a Sulmona nella sede che avevamo individuato tre anni fa. Vengo a conoscenza che era necessaria l’approvazione del progetto esecutivo sulla sede storica per organizzare il trasloco. Ma questo particolare non venne fuori né fu messo nero su bianco sui verbali e sugli atti ufficiali”- tuona ancora il portavoce del comitato che dal 27 marzo 2017 al 10 febbraio 2020 inoltrò ben 18 missive di cui una petizione a firma degli ex alunni con circa duemila adesioni. Per ben tre volte fu diffidata la Provincia mentre in diverse occasioni fu presentata istanza di accesso agli atti. Nel corso della prima ondata della pandemia D’Amico sollevò anche il problema degli spazi e delle misure di contenimento del contagio all’interno dell’Iti di Pratola che ospita tuttora gli istituti trasferiti. “Vogliamo sperare che l’Itcg trovi finalmente la via di casa anche se la popolazione scolastica è ormai ridotta al lumicino”- chiosa il comitato. Quando si dice l’ironia della sorte. Un ritorno della scuola senza più la scuola.