Emorragia demografica per Sulmona: persi 2.300 abitanti in 7 anni

SULMONA – È come se fossero scomparsi Pacentro, Prezza e Roccacasale.

È questo il paragone che usa l’economista sulmonese Aldo Ronci per spiegare l’emorragia demografica di Sulmona.

In 7 anni (tra il 2013 e il 2020) passa da 24.908 abitanti a 22.643, perdendone 2.265 e decrescendo in valori percentuali 5 volte di più dell’Italia. Gli abitanti persi sono pari a quelli di 3 comuni limitrofi: Pacentro, Prezza e Roccacasale.

La categoria più colpita dalla perdita demografica è quella produttiva dei sulmonesi, che va dai 32 ai 48 anni e che ha subito una flessione di ben 1.469 unità in valore assoluto e in valore percentuale del 24,15%, pari a quasi il doppio del 14,18% nazionale.

Un dato che rivela con tutta la sua forza la mancanza di opportunità per una fascia di età che cerca altrove il proprio lavoro e che vive da un’altra parte la sua esistenza da sulmonese emigrato.

Un dato che conferma la crisi ormai strutturale di un territorio che poco o nulla ha da offrire alla generazione che dovrebbe contribuire al Pil locale e alla dunque sopravvivenza di un’area, che sembra essere finita in una spirale senza ritorno.

In sostanza, la distribuzione della popolazione di Sulmona per classi di età mostra l’inquietante incremento della quota di invecchiamento (65 anni e oltre) che passa dal 24% del 2013 al 30% del 2020 e l’inquietante decremento della classe 32‐48 anni che dal 25% del 2013 si riduce al 20% del 2013.

Come fosse una città – paese per vecchi.