Tribunale da salvare, l’Ordine forense chiama a raccolta i sindaci

SULMONA – L’Ordine Forense, nell’ambito delle varie iniziative volte alla salvaguardia del Tribunale di Sulmona, ha convocato una riunione che si svolgerà lunedì 13 dicembre alle ore 15.30 nell’Aula 1 del Palazzo di Giustizia, alla quale sono stati invitati i Sindaci dei 36 Comuni del Circondario.

“Nel corso dell’incontro, verranno esaminate e discusse le proposte che, in sede parlamentare, sono state depositate, anche e soprattutto su impulso del tavolo di Coordinamento fra gli Ordini Forensi e i Sindaci delle 4 città sedi dei Tribunali abruzzesi sub-provinciali a rischio soppressione (Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto) – spiega il presidente Luca Tirabassi – e pianificate ulteriori attività finalizzate a stimolare una quantomai urgente assunzione di responsabilità dei rappresentanti dei partiti politici nazionali, affinchè mantengano gli impegni più volte assunti e concorrano a realizzare le condizioni per superare il veto sinora posto dal Governo e, segnatamente, dal Ministero di Giustizia,ad ogni ipotesi di proroga del termine di chiusura, oggi fissato al 14 settembre 2022, così come di revisione della normativa sulla modifica della cd Geografia Giudiziaria concepita nel 2012.

Sarà anche l’occasione per consegnare a tutti i Sindaci manifesti, volantini ed altro materiale da divulgare nei territori di rispettiva pertinenza, al fine di sensibilizzare ed informare l’utenza, in modo semplice, chiaro e diretto, sugli effetti nefasti che scaturirebbero dalla programmata ed incombente soppressione del Presidio Giudiziario di Sulmona.

Come precisato più volte, infatti, la chiusura del Tribunale non produrrebbe danni e pregiudizi per gli Avvocati o solo per i dipendenti del personale amministrativo, bensì per tutti i cittadini, poiché verrebbe meno un presidio di legalità e, con esso, la garanzia di una giustizia vicina ed efficiente, oltre ad un volano per l’economia di una area interna dell’Abruzzo, già fortemente penalizzata sul versante orografico ed infrastrutturale.

Il tempo stringe sempre di più ed è auspicabile che tutti compiano il massimo sforzo per sovvertire un destino al quale non possiamo rassegnarci, perché frutto di una visione accentratrice ed “aziendalista” della funzione giudiziaria che, del tutto inidonea a conseguire i dichiarati obiettivi di efficienza e risparmio di risorse finanziarie pubbliche, rischia solo di mortificare i più elementari diritti costituzionali”.