Medico sulmonese del Pronto soccorso arrestato per presunta concussione in relazione ad una terapia domiciliare

SULMONA – Lo hanno arrestato ieri sera in flagranza di reato mentre sembrava stesse per fare una flebo a domicilio ad una paziente oncologica in gravi condizioni sotto pagamento di 230 euro.

Si trova ora in carcere Paolo Leombruni, medico del Pronto Soccorso dell’ospedale di Sulmona e candidato alle ultime elezioni comunali.

I Carabinieri del Nas di Pescara hanno arrestato il medico chirurgo in servizio al 118 della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila perché avrebbe chiesto ad una paziente ingenti somme di denaro per somministrarle a domicilio delle terapie provenienti dalla Svizzera. Arrestato in flagranza per il reato di concussione.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Sulmona (prima dal procuratore Giuseppe Bellelli e poi da Edoardo Mariotti) sono state avviate a seguito della denuncia presentata ai Carabinieri del Nas abruzzese dalla vittima, rimasta perplessa dalla presunta pretesa del medico, in occasione di una visita di emergenza avvenuta presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sulmona, di ingenti somme di denaro per somministrarle a casa terapie adiuvanti.

I militari, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, appositamente appostati nel luogo concordato per l’incontro con la vittima, hanno assistito alla consegna di 230 euro al medico e sono immediatamente intervenuti prima che lo stesso inoculasse alla vittima, per via endovenosa, il farmaco che aveva portato con se. Inoculazione che, peraltro, avrebbe eseguito senza alcun piano terapeutico a una paziente che sta affrontando cure salvavita, utilizzando addirittura un dispositivo medico risultato scaduto di validità. Al termine delle successive perquisizioni, effettuate unitamente ai militari della Compagnia Carabinieri di Sulmona, nel corso delle quali è stato sottoposto a sequestro ingente materiale ritenuto utile alle indagini, il medico è stato tratto in arresto. È stato così accusato dalle forze dell’ordine di concussione consumata nei confronti della paziente, poiché, abusando della sua qualità di pubblico ufficiale e approfittando della condizione di estrema fragilità della vittima, derivante dalle gravi patologie di cui è sofferente, avrebbe preteso somme di denaro, da versare ad ogni somministrazione, in cambio di una verosimile specialità medicinale, pur conoscendo le delicate condizioni della vittima.

Negli anni scorsi il medico sarebbe rimasto coinvolto in un’inchiesta per abuso della professione dentistica.