Consorzio bonifica: Agricoltori indipendenti peligni replicano

SULMONA – “Rispetto ad articolo uscito su stampa locale a proposito di “evitare sprechi di acqua”, gli agricoltori indipendenti peligni segnalano: tenendo presente il principio che l’indiscussa attività primaria della produzione agricola è sempre stato, notoriamente, l’elemento portante storico ed ineludibile di qualunque economia: del resto, è altresì ben noto che l’impianto normativo del nostro “Stato” sia a livello civilistico che di riflesso, a livello fiscale e tributario, è improntato alla massima produzione della predetta attività; di conseguenza, anche laddove si dovesse intravedere un contrasto tra tale attività e alcune norme fiscali, queste ultime non potranno che essere interpretate nel senso più favorevole alla protezione e alla tutela dell’agricoltura.
A conferma di ciò, ogni anno gli agricoltori pagano il contributo consortile nei confronti del Consorzio di Bonifica Interno “Bacino Aterno e Sagittario” con sede legale e amministrativa in via Trieste,63 Pratola Peligna (AQ) gravanti sui terreni agricoli irrigui.

Nel corso degli anni, nei terreni agricoli ubicati nel territorio del Comune di Pettorano sul Gizio (AQ) e negli altri comuni limitrofi, il Consorzio di Bonifica non ha realizzato alcuna opera utile ai contadini, come risulta anche dall’elenco delle opere realizzate e/o in gestione nel comprensorio del Consorzio, allegato alla delibera n. 83/97 del Commissario Regionale: tali lavori dovevano e devono essere effettuati dal sopracitato Consorzio di Bonifica ai sensi dell’art. 2 dello Statuto del Consorzio di Bonifica approvato il 31 ottobre 1998 e come confermato:
• dalla sentenza del Tribunale di Sulmona (AQ) n.33/05 del 29.11.2004,
• dalla sentenza della Corte d’Appello dell’Aquila n.43/13 del 29/01/2013, anche a seguito della relazione del CTU del Tribunale di Sulmona Ing. Giuseppe Accili del 18 dicembre 2001,
• dalla sentenza n.204 dell’ 11/11/2011, sentenza n.4 del 17/04/2012, sentenza n.39 del 19/02.2013 tutte emesse della Commissione Tributaria della Provincia dell’Aquila a seguito dei ricorsi effettuati da altro cittadino di Pettorano sul Gizio (AQ) il 2 marzo 1941 proprietario di alcuni terreni agricoli ubicati nella zona delle frazioni quasi a confine con Sulmona e Introdacqua
• la giurisprudenza sopracitata e in particolare Sentenza Corte Costituzionale – Sentenza 19 ottobre 2018 n. 188 Pres. G. Lattanzi – red. G. Amoroso

1. «Il contributo consortile di bonifica ha natura tributaria, conformemente alla sua struttura non sinallagmatica, e costituisce un contributo di scopo».
2. «Il legislatore regionale non può disancorare la debenza del contributo consortile dal beneficio che agli immobili deriva dall’attività di bonifica, assoggettando a contribuzione consortile i consorziati per il solo fatto che l’immobile sia ricompreso nel comprensorio di bonifica».

Va in contrasto con quanto previsto dai vari regolamenti emanati nel corso degli anni dal Consorzio di Bonifica Interno Aterno Sagittario in quanto “non è obbligato ad effettuare le sopracitate pulizie” secondo quanto previsto dall’art.7 del Regolamento per l’utilizzo delle acque a scopo irriguo approvato con delibera del Consorzio di Bonifica n. 20 del 30.11.2007 (regolarmente pubblicato sul sito internet dello stesso consorzio) e secondo quanto previsto dalla legge regionale n.19 del 16 luglio 2013 art.3 comma 1 che così recita “nei comprensori di bonifica i proprietari, in conformità al piano generale di bonifica e di tutela del territorio, hanno l’obbligo di eseguire e mantenere le opere minori di interesse particolare dei propri fondi o comuni a più fondi, necessarie per dare scolo alle acque, per completare la funzionalità delle opere irrigue e comunque per non recare pregiudizio allo scopo per il quale sono state eseguite o mantenute le opere pubbliche di bonifica e di irrigazione” ;
Di conseguenza gli agricoltori peligni chiedono di adeguare il regolamento del consorzio di bonifica sopracitata alla giurisprudenza sopracitata in particolare a quella della Corte Costituzionale ovvero in particolare alla modifica dei vari regolamenti consortili: nello specifico oggi il consorzio pulisce solo i canali di primo livello mentre non pulisce i canali di 2 e 3 livello pur imponendone la tassazione tributaria a tutti i terreni esistenti e confinanti senza dare “nessun beneficio” all’agricoltore e di assumere altri operai stagionali
Se poi è successo come tutti sanno che il consorzio ha 3 milioni e mezzo di euro di debiti accertati la colpa non è certamente degli agricoltori ma va data agli amministratori che si sono succeduti nel corso degli ultimi 10 anni
Gli agricoltori invitano l’attuale commissario a denunciare tutti i fatti e le anomalie riscontrate come ha fatto il precedente commissario consortile dell’anno 2020 Dr. Sergio Iovannitti alla Procura della Repubblica competente per territorio e alla Procura Regionale Abruzzo della Corte dei Conti per tutte le “spese gonfiate” accertate”.

Agricoltori indipendenti peligni

Domenico Ventresca