Ospedale e sanità allo sbando, la Cgil torna a manifestare

SULMONA – L’annuncio sulla chiusura del punto nascita, i primari non sostituiti, gli orari infiniti del personale sotto organico, i mancati investimenti su strumentazioni e sviluppo, la gestione dei malati Covid tutta a carico di pochi dipendenti. Per questi e altri motivi legati alle carenze del punto nascita, dell’ospedale e della sanità in generale sul territorio la Cgil torna compatta a protestare davanti l’Annunziata, con tutte le sue sigle sindacali, chiamando all’appello istituzioni e cittadini. L’appuntamento è per lunedì 8 febbraio alle 10 davanti l’ingresso di viale Mazzini.

“Sono trascorsi oltre 10 giorni dalla agenzia della Regione Abruzzo con cui veniva comunicata la perentoria chiusura del Punto Nascita dell’Ospedale di Sulmona ed è tornato a regnare, su questa come su altre vicende relative alla Sanità Pubblica Provinciale, quel silenzio che viene interrotto solo e soltanto in concomitanza delle passerelle elettorali – spiega il segretario provinciale Cgil Francesco Marrelli, assieme Anthony Pasqualone (Fp Cgil), Orante Venti (Spi Cgil), Luigi Antonetti (Filcams Cgil), Andrea Frasca (Nidil Cgil) – Degli innumerevoli proclami che il territorio della Valle Peligna è stato costretto ad ascoltare, nulla è stato concretamente effettuato in termini di programmazione, progettualità ed investimenti su personale, tecnologia e strumentazione che avrebbe consentito un rilancio del Sistema Sanitario.

Incomprensibilmente per noi, da un lato il territorio Peligno possiede una struttura Ospedaliera nuova, antisismica, accogliente e sicura, che non viene riempita di contenuti – Unità Operative Complesse, Servizi di I livello e le relative e conseguenti professionalità necessarie – ma, al contrario,  viene lentamente ed inesorabilmente esautorata, dall’altro lato la medicina territoriale (prevenzione, riabilitazione, ADI, ecc.) non possiede nemmeno le strutture adeguate. A seguito della Pandemia da COVID 19 assume sempre maggiore rilevanza il concetto di integrazione che, appare chiaro, dovrà rappresentare uno degli obiettivi fondamentali delle future innovazioni organizzative del Sistema Sanitario.

In questa direzione è necessaria la costituzione della CASA della SALUTE, una struttura pubblica dove trovano allocazione i servizi territoriali che erogano prestazioni sanitarie, un centro al servizio della cittadinanza per l’accesso alle cure primarie – ivi compresi gli ambulatori di medicina generale e di specialistica ambulatoriale – e sociali. Un luogo in cui si concretizzi non solo l’accoglienza e l’orientamento ai servizi, ma soprattutto la continuità dell’assistenza, la gestione delle patologie croniche ed il completamento dei principali percorsi diagnostici che non necessitano del ricorso all’Ospedale”.

Per questo, secondo i sindacalisti, è necessario “manifesteremo davanti l’Ospedale di Sulmona ed invitiamo istituzioni, partiti ed associazioni, singoli cittadini e cittadine a sostenere la nostra mobilitazione. Manifesteremo per chiedere alla politica e alle istituzioni tutte, soluzioni che scongiurino definitivamente la chiusura del Punto Nascita, ma anche la classificazione in Ospedale di I livello del Nosocomio di Sulmona  come primo passaggio per il potenziamento dei servizi sanitari sul territorio. Manifesteremo per chiedere che lavoratrici e lavoratori siano messi nelle condizioni di poter erogare i servizi sanitari in maniera adeguata a tutta la collettività. Manifesteremo perché abbia inizio il potenziamento delle attività sanitarie territoriali di prossimità e l’attivazione della Casa della Salute. Manifesteremo per chiedere l’assunzione di nuovo personale che arrivi a concorrenza quantomeno della dotazione organica vigente”.