Snam, approvato l’emendamento anti metanodotto. Comitati presentano il dossier “Snam affair”

SULMONA – Appena approvato l’emendamento che tutela gli usi civici. Il documento è stato proposto dalla senatrice sulmonese pentastellata Gabriella Di Girolamo. Soppresse le lettere a dei commi 4 e 5 dell’articolo 60 del Decreto Semplificazioni che consentivano la realizzazione di un’ opera di pubblica utilità purché “interrata o che occupi una superfice non superiore al 5% rispetto a quella complessiva oggetto di diritto di uso civico”. Arriva un primo stop al progetto di metanodotto della Snam, con la centrale che è stata invece licenziata, superando anche lo scoglio del consiglio di Stato.

L’emendamento di maggioranza rientrerà nel Decreto Rilancio che sarà sottoposto alla fiducia probabilmente venerdì, prevede la soppressione del comma relativo al Testo unico sugli espropri, nel quale si dà la possibilità di asservire coattivamente gli usi civici nel caso di opere interrate o che occupino una superficie non superiore al 5% dell’uso civico. “Conseguentemente sopprime anche la previsione secondo la quale nella conferenza di servizi finalizzata all’autorizzazione delle reti nazionali di trasporto dell’energia – si legge nell’emendamento – e degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici. Le Regioni accertano i presupposti di compatibilità dell’opera con l’uso civico”.

Intanto, il Coordinamento No Hub del Gas ha presentato questa mattina a Pescara il dossier “Snam Affair”, ovvero una analisi approfondita degli aspetti economici delle grandi opere connesse al gas, che, dati alla mano, conferma in maniera inequivocabile l’inutilità di queste opere in considerazione dei consumi di gas attuali e futuri in calo, e anche in considerazione dei cambiamenti climatici. “Abbiamo presentato questo documento – ha spiegato Pietro Di Paolo del Comitato Cittadini per l’Ambiente di Sulmona – che riguarda la SNAM e il – Metanodotto Sulmona-Foligno-Minerbio e la centrale di decompressione di Sulmona e oggi con questi dati e numeri dati dalla stessa Snam si dimostra la inutilità di queste opere e che vengono fatte perché c’è una legislazione che – permette di avere sia incentivi che la renumerazione del profitto. – Per noi questo è uno scandalo che vogliamo combattere e per questo chiediamo alla Rera (Rete-Energia-Rifiuti-Ambiente) di non riconoscere questa opera proprio perché è inutile. E questo perché l’analisi costi-benefici porta solo costi e quindi noi vogliamo che questo progetto venga fatto cadere. Voglio ricordare – ha detto Di Paolo – che questo progetto era nato nel 2003 quando si registrava un aumento di consumi enorme, mentre oggi siamo a 12 miliardi di metri cubi di gas in meno e la previsione è ancora di un calo. All’epoca c’erano undici centrali di compressione che gestivano maggiori volumi di consumi e flussi mentre oggi abbiamo 13 centrali con minori flussi. Quindi una rete più efficiente ma che gestisce flussi di gas minori. Da qui la conseguenza di un progetto e una linea che non serve a nulla”.

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