De Nino – Morandi, Provincia taglia alberi e Wwf annuncia esposto in procura

SULMONA – Stamattina mercoledì 26 agosto sono in corso di lavori ripulitura e taglio alberi nelle aiuole circostanti l’istituto tecnico dei ragionieri e geometri di Sulmona operati dalla provincia di L’Aquila.
Diversi anni fa vennero tagliati i cipressi e le altre pinacee che avevano formato un’alta siepe attorno alla scuola, che non rappresentava non solo un eccellente arredo urbano, ma anche la difesa dai rumori della strada. Il pronto intervento di Legambiente riuscì a bloccare in parte in lavori e furono salvaguardate una parte delle piante.
In questi anni negli spazi rimasti vuoti sono nati gli olmi che hanno formato siepi composte da molti arbusti.
La provincia sta attualmente intervenendo ed abbatte tutta la vegetazione rinata.
“E’ incredibile – afferma l’agronomo Antonio Ricci di Legambiente Abruzzo – che la provincia di L’Aquila abbia impegnato risorse economiche per un lavoro assolutamente inutile in quanto la scuola non riaprirà a settembre. Mentre l’Italia in questi giorni sta dibattendo sulla riapertura delle scuole nel rispetto delle misure previste dal Covid 19, è stato costituito presso Palazzo Chigi un coordinamento ministeriale per assicurare che tutto proceda per il meglio, gli istituti scolastici sono in attesa dei banchi monoposto, delle direttive per l’uso dei bus scuola e delle disposizioni sulle distanze in classe. Tutta la questione richiede risorse economiche notevoli, la cui disponibilità è elevata. In questa situazione la provincia di L’Aquila sembra ignorare la realtà ed invece di contribuire alla soluzione del problema impegna fondi per attività assolutamente inutili. L’istituto tecnico per ragionieri e geometri non riaprirà a settembre, pertanto Legambiente si chiede che utilità hanno i lavori in corso.”
Inoltre, nel merito dei lavori si rileva che l’attività è svolta da un operatore con pala meccanica provvista di benna. L’attrezzatura è del tutto inidonea all’obiettivo, per lavori di tale genere servono le mani esperte di potatori.
“I lavori sono realizzati senza nessun criterio botanico. – prosegue l’agronomo ed ambientalista Ricci – In questa maniera è facile immaginare che già con l’autunno prossimo rinascerà una siepe di olmi, ancora più confusa e caotica di quella spiantata. In questa situazione una corretta tecnica sarebbe stata quella di eliminare gli alberi più piccoli, storti o succubi rispetto agli altri e lasciare vegetare gli olmi più grandi, a regolari distanze, dal portamento eretto e liberi dalla vegetazione sottostante. In questo modo si sarebbe riformata una vegetazione ben sviluppata, sarebbe cresciuta una siepe con le positive caratteristiche di quella spiantata negli anni scorsi ed, infine, non sarebbe rinata una vegetazione confusa con la necessità di ripuliture annuali. Questi lavori vanno svolti da potatori specializzati e non da mezzi meccanici.”
Legambiente ritiene che la provincia di L’Aquila si dimostri un ente poco responsabile poiché non tiene conto dell’emergenza in corso, non si attiva utilmente per collaborare alla riapertura delle scuole, ma sperpera le risorse economiche in lavori inutili ed adotta tecniche assolutamente scorrette e gravemente nocive del patrimonio arboreo.
“Legambiente – chiude Ricci – sta valutando l’ipotesi se ricorrono gli estremi per un esposto in Procura”.

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