Cogesa, ammortizzatori sociali per i dipendenti nel post Covid

SULMONA – Lo scorso 20 maggio Cogesa ha attivato il Fondo di integrazione salariale (Fis), disposto da decreto del Governo per le misure di sostegno alle società e ai lavoratori in seguito all’emergenza Covid-19.

“Il 24 marzo 2020 Cogesa SpA ha inviato alle organizzazioni sindacali l’informativa per attivare gli ammortizzatori sociali per emergenza Covid-19 – interviene Oreste Federico, responsabile Risorse Umane Cogesa SpA – specificando la durata del ricorso agli ammortizzatori sociali e fornendo l’elenco nominativo dei lavoratori (tra questi anche gli ex Inpdap, cioè gli ex dipendenti comunali) A seguire, il 27 marzo Cogesa e le segreterie provinciali di Fp Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Fiadel e Ugl hanno sottoscritto un verbale di accordo per l’accesso agli ammortizzatori sociali e al Fondo di integrazione salariale (Fis).

Il 20 maggio è stata inoltrata all’Ijps la domanda di integrazione salariale per 45 lavoratori di cui 5 ex Inpdap.

Il 5 giugno, l’Inps ha comunicato a Cogesa i codici fiscali dei lavoratori (tutti ex Inpdap) considerati non idonei ai fini della domanda di Fis.

Nel verbale del 27 marzo le parti, prudentemente, avevano contemplato il verificarsi di un simile scenario.

Infatti, al punto 9 dell’accordo è scritto: ‘in caso di diniego da parte dell’Istituto all’ottenimento dei benefici di cui al presente verbale, le parti si impegnano a fissare un ulteriore esame congiunto al fine di definire le misure alternative, utilizzando altre forme di sostegno al reddito alle quali Cogesa Spa potrà accedere (Fis ordinaria o Cassa integrazione in deroga) così da contemperare il diritto alla retribuzione dei lavoratori e le esigenze della Società di tenuta economica dei servizi coinvolti nella sospensione delle attività’.

Nel frattempo, Cogesa ha inoltrato un quesito formale sull’applicabilità degli ammortizzatori sociali agli ex Inpdap e ha trasmesso la domanda sostitutiva di accesso alla Fis per 40 lavoratori.

Per gli ex Inpdap le ore sono 980 in totale e il corrispondente importo è di 6.719 euro”, conclude Federico.

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