Flop fase 2, chiusura continuata per molti e serrata per altri

SULMONA – La riapertura delle principali attività cittadine, tra negozi, bar e ristoranti, prevista per oggi, si è trasformata in una chiusura continuata per la gran parte delle attività di ristorazione e in una serrata di protesta per altre.

La fase 2 si apre a Sulmona con nessuna ressa nei negozi, o almeno tra quelli che hanno riaperto, con avvisi sulle vetrine alla clientela dell’obbligo di uso di mascherine e guanti.
La difficoltà di reperire i dispositivi di sicurezza, l’incertezza del quadro normativo (col Dmc di ieri sera che ha derubricato una volta per tutte ad un metro i quattro stabiliti dall’Inail), con la conseguente paura di sanzioni e la mancata pubblicazione (almeno fino alle 17 di oggi) del bando comunale sull’occupazione del suolo pubblico sono stati i principali motivi delle mancate riaperture. Oltre, poi, alla difficoltà di accollarsi spese per dispositivi di protezione, improbabili divisori e linee di demarcazione degli spazi dopo più di due mesi di chiusura totale e dunque di mancati incassi.

Così, il comitato “Oltre la saracinesca”, fondato da otto esercenti nei giorni scorsi, ha deciso di spiegare i motivi della chiusura in un manifesto appeso alle vetrine chiuse.

“In questa fase mancherà la gioia del rapporto col cliente – si legge – la serenità nel svolgere il nostro lavoro. Per questo questa saracinesca sarà abbassata fino a raggiungere il riconoscimento dei nostri diritti, per i quali lotteremo con le unghie e coi denti. Perché oltre ogni saracinesca c’è molto di più: il sorriso dei gestori, il rapporto sociale, ma anche il sacrificio, la sofferenza e le difficoltà economiche e sociali”.
Oltre a loro, molte sono le saracinesche rimaste abbassate in città e anche in centro storico: dal bar dell’Annunziata, al Gran Caffè, fino a quelli in piazza Garibaldi.

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