Covid, Cisl: perché i pazienti della San Raffaele devono passare per l’ospedale?

SULMONA – “Riceviamo una mail che anticipa un “protocollo” per la gestione del paziente COVID 19  proveniente dalla Clinica San Raffaele”. Lo scrivono in un comunicato emesso poca fa, Gianna Tollis della Cisl Medici e Claudio Incorvati della Cisl Fp Sulmona

“Per la nostra Azienda Sanitaria il paziente  proveniente dal San Raffaele dovrebbe, anche su richiesta di trasferimento del medico internista della Clinica, transitare per il Pronto Soccorso dell’Ospedale, eseguire gli esami e la TAC e solo successivamente essere trasferito”.

“Innanzitutto ricordiamo ai nostri vertici aziendali che la Clinica San Raffaele è in grado sia di effettuare esami ematici sia TAC  ed ha in servizio un medico internista assolutamente capace di comprendere se un paziente è in insufficienza respiratoria”.

“In barba a qualsiasi protocollo scientifico, inoltre, il paziente, di cui già conosciamo la positività, inizia a girare a bordo di un’ambulanza, moltiplicando il rischio di contagio di operatori e ambienti. Il protocollo di gestione della Clinica di Sulmona, giunto qualche giorno fa dalla Regione, indicava un trasferimento diretto di questi pazienti a L’Aquila. Perché  disattendere le linee di indirizzo regionali?”.

“Il nostro territorio è stanco di difendersi al meglio e con le poche risorse dal Coronavirus e da una gestione maldestra che cerca di imporre al nostro Ospedale la posizione di Presidio COVID pur non essendo indicato come tale sui programmi regionali”.

“La CISL non può restare indifferente di fronte a comportamenti così rischiosi per gli operatori, tanto quanto inutili; così poco rispettosi nei confronti degli operatori del nostro Ospedale, del Pronto Soccorso e del 118”.

“Chiediamo, dunque, con forza, che l’Ospedale resti a disposizione della popolazione della Valle Peligna che finalmente oggi, con il trasferimento dell’ultimo paziente dalla Rianimazione, aveva  tirato un respiro di sollievo e tornava a trovare nel proprio Ospedale un porto sicuro”.

“Tutto questo non vuol dire chiudere una porta in faccia a chi ha bisogno ma semplicemente permettere agli stessi cure adeguate e risparmio di tempo senza rischiare di provocare altri danni”, conclude il comunicato della Cisl Sulmona.















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