Apc declassata, Febbo prova a smentire e la Casini accusa il centrodestra. Critiche da Pd e AltreMenti

SULMONA – L’assessore regionale alla Cultura Mauro Febbo si affretta a smentire il declassamento dell’Apc. Proprio come fatto nei mesi scorsi quando venne fuori il rischio accorpamento con Avezzano della sede sulmonese dell’Agenzia di promozione culturale, ora disposto nella delibera di giunta 49 del 28 gennaio scorso, approvata all’una Iat dei presenti, tra cui era assente proprio lui.

“Non esiste alcun provvedimento di depotenziamento dell’Apc di Sulmona – si affretta a spiegare – Si tratta di un riassetto organizzativo volto a razionalizzare la macchina burocratica regionale anche alla luce delle risorse umane disponibili e dei servizi da erogare – aggiunge Febbo – Nello specifico, è stato solo previsto che un’unità di personale assegnato presso la sede di Sulmona non percepirà l’indennità aggiuntiva di capo uffici e ciò non comporta la riduzione della dotazione organica della sede periferica”.
In realtà, senza dirigente la sede sulmonese perderà anche l’autonomia gestionale avuta finora, come fa notare il sindaco Annamaria Casini che attacca duramente il centro destra.
“Il centrodestra si preoccupa più di una mozione di sfiducia che delle reali problematiche del territorio – accusa – dove sono finite le rassicurazioni della consigliera regionale La Porta e cosa intende fare la consigliera comunale Salvati che è anche presidente della commissione consiliare Cultura? La realtà è che sono molto lontane dai veri problemi del territorio”.
Critiche arrivano anche dal Pd.
“Mentre l’amministrazione comunale è priva della sua giunta con la sindaca che si balocca tra consultazioni, vertici e suppliche a destra e manca, pur di non ammettere un fallimento epocale, gli altri amministratori curano gli interessi dei propri cittadini – fa notare il segretario Franco Casciani – In particolare quelli di Avezzano. La Regione continua a mortificare un territorio, con i nostri consiglieri che dovrebbero curarne gli interessi e stanno invece a guardare”.
Sul caso interviene anche il collettivo AltreMenti rimproverando le due consigliere regionali sulmonesi e imputando “alla Regione di far cassa sulle aree interne”. (f.p.)

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