Agorà per la crescita e l’occupazione, Sulmona partecipa al bando con Avezzano e concorre per 570mila euro

SULMONA – Il Comune di Sulmona ha partecipato al progetto denominato Think Tank Agorà,in qualità di ECAD dell’Ambito Sociale Distrettuale n. 4 Peligno, in  partenariato con il Comune di Avezzano (capofila di progetto) e gli Ambiti n. 6 Sangrino e n. 2 Marsica, a valere sull’Avviso regionale “AGORA’” finanziato con il Programma Operativo Fondo Sociale Europeo 2014/2020 – Obiettivo investimenti in favore della crescita e dell’occupazione.  La potenzialità del progetto presentato consiste sia in un partenariato composto da ben 4 Ambiti Sociali sia nel fatto che prevede l’istituzione di 2 centri di aggregazione sociale: uno ad Avezzano e uno a Sulmona presso il Centro di aggregazione giovanile di Via dei Sangro, con lo scopo di rilanciarlo e potenziarlo. Smentisco categoricamente, dunque, anche in questo caso, quanto riportato nell’articolo di una testata giornalistica”. Lo afferma l’assessore alle Politiche Sociali Piero Fasciani, in replica ad un articolo di stampa, tenendo a sottolineare come invece “sia stato parte attiva nella predisposizione del progetto il personale dell’Ufficio di Piano dei servizi sociali dell’Ente, da sempre attento a tutte le opportunità di finanziamento rivolte al mondo del Sociale. L’avviso “Agorà spazio inclusivo”,  intervento n. 24- pubblicato dalla Regione  Abruzzo, competitivo” continua l’assessore “finanzierà solo 4 progetti a livello regionale senza riserve specifiche per le province, con la conseguente attivazione, in via sperimentale, di 4 centri  di aggregazione con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della povertà educativa, culturale e sociale. Il progetto TTA intende valorizzare le esperienze degli Ambiti Sociali partner di progetto sperimentando interventi di politiche sociali in rete per la promozione nei territori di una strategia locale finalizzata a favorire l’inclusione sociale e lavorativa di utenti svantaggiati. Se sarà finanziato, il progetto avrà la durata di 18 mesi e un importo complessivo di 570 mila euro”. 

Dai sopralluoghi inventati alle false notizie dovute probabilmente all’eccessivo caldo, che impongono enti e società a correre ai ripari.

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