Semafori in tilt e incidenti a catena, Uil chiede soluzione e polizia municipale se la prende con le procedure

SULMONA – Tre incidenti in poche ore all’incrocio di via Lamaccio per via del semaforo spento. In verità, dopo l’ultimo scontro di ieri sera tra un’Opel e una Fiat Bravo l’impianto è stato proprio divelto e si trova ora a terra. Mentre è ancora in ospedale la ragazza sulmonese rimasta ferita nello scontro. Altri incidenti sono accaduti in questi giorni anche all’incrocio di viale Costanza, sempre per i semafori spenti. A mettere fuori uso l’impianto semaforico cittadino o parte di esso ci ha pensato il passaggio di Burian dei giorni scorsi.

Stamattina l’ultimo incidente tra una ragazza alla guida di una C3, proveniente dalla Statale 17, e un poliziotto penitenziario proveniente da via Lamaccio. I due fortunatamente non si sono fatti nulla, ma la Uil con il segretario UilPA Mauro Nardella e il Segretario Uil Trasporti Vincenzo Marcotullio che chiedono il ripristino immediato degli impianti. “È vero che il codice della strada parla chiaro in tema di rispetto delle precedenze” sostengono i sindacalisti “ma è altrettanto vero che se un impianto per la regolazione del traffico c’è  un motivo ci deve essere o no? Il ripristino della funzionalità degli impianti non può tardare. Gli incroci interessati dagli incidenti negli anni scorsi hanno causato ben più gravi conseguenze alle persone. Non possiamo aspettare che altri ci rimettono di proprio o che si debba, come a volte accade, “aspettare” che ci scappi il morto prima di correre ai ripari. Si provveda subito, quindi, a rimettere a posto le cose. L’invito,ovviamente, lo facciamo al sindaco e a tutti gli uffici competenti”.

Intanto, il capitano Mercurio dei vigili urbani spiega che il ripristino dei semafori dipende dalle procedure.

”Purtoppo il vento ha mandato in tilt le schede elettroniche dei semafori – spiega Mercurio – e il Comune deve seguire procedure precise nell’acquisto di pezzi o nell’affidamento delle riparazioni. Se dipendesse da noi, avremmo già risolto”.

Anche se risulta strano comprendere che per situazioni del genere non si possano attivare procedure d’urgenza.

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