Salta la 35’ edizione del Premio Caniglia

SULMONA – Salta la 35’ edizione del Concorso internazionale di canto Maria Caniglia. Il prestigioso Premio Caniglia dovrà saltare il 2018, con l’auspiciò di recuperare nel 2019 con un’edizione primaverile. Lo hanno annunciato stamattina in conferenza stampa il direttore artistico Gaetano Di Bacco e il presidente dell’associazione Maria Caniglia Vittorio Masci.

Avvisaglie serie c’erano già state dall’anno scorso quando la partecipazione a due bandi di finanziamento aveva fatto perdere la possibilità di arrivo dei fondi, concretizzatasi purtroppo quest’anno. Lo scorso anno la Regione stanziò 24 mila euro che rientrano in quei famosi fondi erogati ad hoc mentre dal bando, che prevede una dotazione finanziaria di 180 mila, il Concorso Caniglia è rimasto fuori. “Più che un amarcord quella di domenica è una celebrazione dell’importanza di questo concorso – Masci – non dico che è un grido di dolore ma un richiamo a che questi eventi culturali importanti per questo territorio continuino ad esistere”. L’edizione numero 35 ci sarà quindi, molto probabilmente, nella primavera del 2019. “Noi dobbiamo avere la certezza dei finanziamenti perché è chiaro che l’anno che serve per organizzare un concorso si più ridurre anche di alcuni mesi ma serve la giusta copertura”- continua Masci non senza rimarcare che “la Regione indirizza la contribuzione dal punto di vista della cultura soprattutto su L’Aquila e Chieti”.

Ci si dovrà accontentare di una serata celebrativa che si svolgerà domenica 16 dicembre alle ore 17.30 al Caniglia. “Non è un concerto che si organizza facendo due telefonate. Il concorso è tutt’altra cosa”, ribadisce Di Bacco, che per la serata ha richiamato tutti i vincitori delle passate edizioni, ma in molti, a dimostrazione del valore e del prestigio del “Caniglia”, sono già impegnati in giro per il mondo. Sul palco del teatro Caniglia domenica saliranno i soprano Pervin Chakar e Daniela Cappiello, con il tenore Maurizio Pace e il baritono Giorgio Tenisci, che presenteranno le più celebri arie d’opera.

Con un bilancio quasi a zero, sui 60mila euro necessari, sembra destinato davvero al Requiem l’evento che ogni anno richiama i migliori cantanti lirici in campo internazionale e i più noti concertisti e direttori di orchestra. La metà delle somme è dedicata  ai premi e all’orchestra da 50 elementi dal vivo, grazie ai cache simbolici dati agli artisti e ai rimborsi spese ai componenti della giuria che accettano pur di prendere parte ad una competizione così prestigiosa fra gli addetti ai lavori e grazie al rapporto di stima e amicizia che si è creato con l’associazione. Il resto delle spese copre l’ospitalità della giuria e dei cantanti, che crea anche un certo indotto turistico per la città. 

 

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