Il delitto del profitto contro il malaffare delle ecomafie: l’appello al seminario di criminologia

SULMONA – La condanna alle aziende che hanno inquinato intere aree del Centro Abruzzo è riecheggiata oggi nel teatro comunale in occasione del settimo seminario nazionale di criminologia.  

Il riferimento è alla vicenda della mega discarica di Bussi, chiusa sotto il profilo penale con la sentenza della Corte di Cassazione, ma tutta la trafila legata agli interessi e al profitto resta nel mirino del sindacato che annuncia battaglia. “L’alternativa ‘morire di fame’ o ‘morire di cancro’ e’ sbagliata perche’ non aiuta a ragionare su temi tanto complessi quanto delicati. Le aziende che hanno inquinato devono rimanere sul territorio e utilizzare i loro profitti anche per le azioni di bonifica”, lo ha detto Carmelo Barbagallo, Segretario  Generale Uil, che ha aggiunto il monito ad istituire “il delitto del profitto per tutte quelle aziende che fanno morire i lavoratori”. Per il Procuratore Capo della Repubblica di Sulmona, Giuseppe Bellelli, è il caso di “guardare oltre e collegare i luoghi di produzione con i luoghi in cui vengono scaricati i rifiuti anche a livello investigativo”. 

L’appuntamento si è aperto col ricordo di Roberto Mancini, il poliziotto della Terra dei Fuochi morto nel 2014, divenuto la figura simbolo della lotta all’inquinamento di origine mafiosa, davanti ad una platea folta composta da autorita’, cittadini, studenti e allievi della Scuola di Polizia Penitenziaria di Sulmona. Il seminario, condotto da Alessia Meloni, avvocato e consulente dell’Associazione Vittime del Dovere, ha visto la partecipazione della presidente dell’associazione, Emanuela Piantadosi, Mauro Nardella, project manager e componente della segreteria confederale Uil Adriatica Gran Sasso, Francesco Basentini, capo Dipartimento Amministrazione Penitenziara, Giuseppe Bellelli, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, Mauro D’Amico, generale di brigata e dirigente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Luigi Di Cesare, avvocato e docente di materie giuridiche ed economiche, Michele Fina, direttore Accademia “Primo Levi”, Cristina Gerardis, avvocato dello Stato e Piero Porciani, avvocato del Foro di Milano.

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