Punto nascita, dita puntate contro il governo giallo-verde

SULMONA – I gruppi consiliari di maggioranza fanno quadrato attorno al punto nascita dopo la bocciatura da parte della commissione governativa percorso nascita e attaccano il governo giallo verde. 

“Il governo del cambiamento, cambiamento però di gattopardiana memoria – scrive la maggioranza riunita – Nei fatti non è cambiato nulla, anzi, stando alle ultime notizie su tribunale, metanodotto e ora punto nascite sembra che questo governo abbia tutta l’intenzione di spezzare il crine di cavallo che sorregge la spada di Damocle che pende su questo territorio. Non siamo disposti a tacere soprattutto davanti a inesattezze: è vero, Sulmona storicamente non ha mai avuto 500 parti, ma sono inesatti molti dei dati riportati dal comitato percorso nascite del Ministero. Il trend dei parti è stabile e in linea con i dati degli anni scorsi quindi la chiusura del punto nascite rappresenterà per l’Abruzzo interno una mobilità passiva verso le regioni limitrofe, soprattutto per la zona dell’alto Sangro. Prendiamo con rammarico la superficialità con cui è stato affrontato il problema dell’orografia del nostro territorio sottolineando che i 60 minuti di distanza da altri presidi non sono validi per le vere emergenze ostetriche che necessitano di una risoluzione in meno di 6 minuti. Non si possono anteporre benefici economici in termini di spesa alla vita di donne e neonati di un intero comprensorio. Non ci sono differenze, la salute non può essere ridotta ad un discorso economico e ancor peggio ad un dato statistico, non devono esistere cittadini abruzzesi di serie A e di serie B. Ci preme inoltre sottolineare che proprio difendendo strenuamente i diritti dei cittadini questa amministrazione aveva raggiunto l’obiettivo, importantissimo e strategico anche in virtù della nuova struttura antisismica, di salvare il punto nascite del nostro presidio prima che il nuovo Governo vanificasse tutto. Quindi rivolgiamo un appello accorato a tutti gli esponenti politici abruzzesi al governo e all’opposizione, soprattutto alla senatrice Di Girolamo, unica eletta nella Valle Peligna, affinché prendano atto che questo Governo sta inesorabilmente togliendo il futuro a questo territorio e affinché trovino il coraggio di opporsi a queste scelte scellerate alzando la voce e portando risultati per l’intero centro Abruzzo. Troviamo inoltre fuori luogo la polemica della senatrice, riguardo l’invito alla commissione straordinaria sulla sanità,  vista la chiara volontà di spostare l’attenzione dallo scempio che il Ministero presieduto da un Ministro penta stellato si appresta a fare. Quindi chiediamo che impieghi il tempo non a scrivere post sui social ma a cercare di ottenere un incontro con il Ministro Grillo così da poter ribadire in maniera unita e senza prese di posizione di parte la ferma contrarietà alla chiusura del punto nascite di Sulmona”.

È il governo giallo verde che deve rendere posizione sul punto nascita. L’ex assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo anche attende risposte sul futuro del punto nascita peligno bocciato dal comitato percorso nascite del Ministero. “Basta chiacchiere, basta assemblee e consigli comunali interminabili dove ripetiamo, tra di noi, solo e soltanto che il punto nascite non va chiuso. La Regione, a seguito di una risoluzione votata dal sottoscritto”- ricorda Gerosolimo- “insieme ad Olivieri, Monticelli e Pietrucci, ha chiesto al Governo la deroga per mantenere il nostro punto nascita. Ora, il Governo del cambiamento dica chiaramente se è d’accordo o no. La Senatrice Di Girolamo ci dimostri il peso politico che ha oppure, in caso contrario, prenda le distanze dal movimento 5 stelle. Noi in quel consiglio regionale, in cui anche lei come cittadina era presente, abbiamo avuto la forza ed il coraggio di andare contro la nostra maggioranza perché il territorio viene prima dell’appartenenza politica”. 

Il Vice coordinatore regionale di Forza Italia, Luigi La Civita, tra i fautori dell’occupazione della Sala Consiliare del Comune tre anni fa, rimarca che “un Punto Nascita è inconciliabile tecnicamente con l’Ospedale di Base che non ha e non può avere specializzazioni che in caso di complicazioni del parto potrebbero servire ai medici per assistere il paziente o il nuovo nato. Il Consiglio Comunale di Sulmona nel 2016 doveva mobilitarsi fino alla morte per l’Ospedale e non lo ha fatto”.

Si aggiunge anche il gruppo consiliare di minoranza Raiano che vogliamo”, coi consiglieri Innocenzo Pizzica, Giannenrico Zepponi, Antonio Di Berardino. 

“La decisione assunta è di una gravità inaudita perché colpisce un territorio la cui qualità dei servizi, dalla sanità a quelli amministrativi e di giustizia, peggiora sempre più a causa dei tagli, declassamenti e riduzioni di personale – spiegano i tre – In questo caso la chiusura del Punto Nascita va a ledere uno dei diritti fondamentali delle donne e delle famiglie: quello di poter far nascere i loro figli nel nostro territorio.

Questa prospettiva significa accentuare ulteriormente il divario di opportunità, servizi, sviluppo economico, diritti di cittadinanza, tra le aree interne e quelle di altre realtà della nostra Regione che possono godere di servizi e presidi sanitari in quantità e qualità, anche a pochissima distanza.

Per queste ragioni riteniamo indispensabile lavorare per una forte  e massiccia mobilitazione di tutto il territorio, con a capo le Istituzioni locali, i Comuni, unitamente a tutte le rappresentanze sociali, sindacali, associative locali, utile a costringere il Governo a cambiare opinione”.

 

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