Niente frutta e verdura in classe e senza sport, insorgono i medici

SULMONA – La dieta imposta ai bambini delle scuole sulmonesi alle prese col rinvio del servizio mensa non piace affatto a Gianna Tollis, pediatra e mamma, che ha scritto una lunga nota in qualità di responsabile dei medici della Cisl per sollecitare maggiore attenzione nei confronti delle abitudini alimentari e sportive dei bambini.

Di seguito la lettera.

“In qualità di  Responsabile dei Medici CISL per il territorio Peligno ma anche come Medico Pediatra e di mamma ritengo che non sia etico tacere su quanto sta accadendo nelle scuole di Sulmona.

Il pasto principale dei nostri bambini è diventato il panino per alcuni  giorni della settimana perché nelle scuole della nostra città è sospeso il Servizio di ristorazione e non per una questione insormontabile ma per una “dimenticanza” estiva di chi avrebbe dovuto assicurare, alla riapertura delle scuole, un luogo sicuro, accogliente e salubre per i nostri figli.

L’obiettivo delle famiglie ma anche delle Istituzione e della Società deve essere quello di far crescere bambini sani inducendoli ad acquisire abitudini corrette di cui godranno in epoca adulta. Una corretta alimentazione deriva soprattutto da una corretta abitudine alimentare : obesità e sovrappeso sono ormai vere e proprie emergenze anche in Pediatria. Le buone pratiche alimentari sono certamente a carico delle famiglie ma la scuola svolge un ruolo estremamente importante sia dal punto di vista educazionale sia praticamente perché offre al bambino, nel corso di uno dei due pasti principali della giornata, la possibilità di una dieta varia ricca di frutta, verdura e legumi di cui tanto ci riempiamo la bocca durante i progetti scolastici e i convegni medici.

La dieta di un bambino in età scolare deve essere :

Varia e comprendere tutti i gruppi di alimenti
Gustosa
Sufficiente e adatta all’età

Tutto questo a Sulmona con l’avvio del nuovo anno scolastico non è consentito. Le Istituzioni, che dovrebbero vigilare sulla salute pubblica, hanno ritenuto opportuno far mangiare i nostri figli con il panino e non un panino con la frittata o la cotoletta e magari due fette di pomodoro, ma un panino classico, di quelli con i salumi perché è vietato portare a scuola cose cucinate a casa.

Qualcuno potrebbe obiettare che in fondo si tratta solo di due giorni a settimana ma io da Pediatra e da mamma rispondo che per mia figlia non accetto deroghe, nemmeno per due giorni a settimana.

Da Responsabile della CISL Medici, inoltre, faccio presente che i genitori che hanno scelto per il proprio figlio il tempo pieno, forse un motivo ce l’hanno, magari lavorano e la scuola avrebbe dovuto assolvere anche a quel ruolo istituzionale di aiuto alle famiglie. Questi genitori si trovano in grande difficoltà ancor di più se hanno un figlio alla Primaria e uno alla Scuola dell’infanzia : all’una devono prendere il piccolo perché le Scuole dell’Infanzia non fanno rientro e sempre all’una anche il grande. Un solo genitore non è più sufficiente considerando che le scuole cittadine sono dislocate nelle parti più disparate della città.

E’ sempre più difficile vivere serenamente a Sulmona !

Il panino per pranzo non è l’unico neo, seppur maligno, di questa questione: ad aggravare la situazione giunge puntuale la sospensione dell’attività fisica prevista a scuola.

Anche questa decisione imposta dal Comune è, a mio avviso, di una gravità inaudita.

Le ore di educazione motoria sono estremamente importanti per un bambino costretto alla posizione seduta per la maggior parte delle ore trascorse a scuola. E’, inoltre, un momento di socializzazione, di pausa dalle attività di studio che permette ai nostri figli di ricaricare le batterie.

Non bisogna essere Pediatri per intuire che dai sei ai dieci anni è un periodo cruciale per apprendere corretti schemi corporei, per evidenziare eventuali problemi, per educare ad una corretta forma fisica.

Non dimentichiamo, poi, che per alcuni bambini l’attività motoria a scuola è l’unico momento in cui possono praticare sport.

Il danno che queste cattive prassi producono sulla società e alla città stessa è notevole e la scuola perde, in questo modo , la capacità di educare nel senso più ampio della parola. “Scuola” non  è soltanto puro nozionismo,  è qualcosa di più:  avviare il bambino alla vita nella maniera migliore possibile; a Sulmona ci è negato da una gestione miope e superficiale della cosa pubblica”.

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