Il sindaco in consiglio fa il discorso elettorale

SULMONA – “La multiutility che crei reddito e occupazione, il fulcro della comunicazione digitale, il polo di attrazione per aziende e imprese, gli scambi culturali e – dulcis in fundo – lo snodo dei trasporti regionali in base alla teoria dei vasi comunicanti”. 

È davvero difficile nascondere l’imbarazzo che proviamo nel commentare questi concetti, che sembrano usciti dal peggiore dei discorsi elettorali anni ‘80, ma che sono stati invece pronunciati oggi dal sindaco Annamaria Casini, durante il suo monologo a senso unico in consiglio comunale. A ben guardare le occhiate e le risatine tra i consiglieri di maggioranza (unici presenti con la minoranza assente in blocco), l’imbarazzo era palpabile. 

Imbarazzante sentire un sindaco che giustifica il ritiro delle sue dimissioni con una sorta di elenco di promesse elettorali, che nemmeno lei aveva fatto poco più di due anni fa in campagna elettorale (forse perché meglio consigliata di oggi) e che attualmente non hanno motivo di esistere. Soprattutto se sei il sindaco che avrebbe dovuto in questi due anni attuare parte di quel libro dei sogni. Ancor più imbarazzante sentire la necessità di un nuovo passo e di un nuovo slancio all’amministrazione comunale, che proprio il sindaco avrebbe dovuto condurre. Eppure il discorso era partito meglio della fiera delle banalità con cui è proseguito. Il sindaco aveva fatto riferimento ai problemi in maggioranza e alla necessità di superarli dopo questa fase, proseguendo nell’amministrare la città in un momento così delicato e esortando tutti a non subire pressioni dalle prossime regionali. Aggiungendo che ora sarà lei a contattare i vari gruppi consiliari e a rimettere al centro l’agenda di governo cittadino.

A consiglio finito, però, lungo i corridoi a sentire i consiglieri c’è poco da sperare e con una maggioranza di nove a sette è probabile che non si arrivi a Natale, risparmiando al sindaco l’ennesima dimissione pre festiva. 

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