Spedizione nel centro migranti, chiesto l’incidente probatorio

SULMONA – Se sarà accolta la richiesta, sarà l’incidente probatorio a stabilire se la coltellata poteva essere letale o meno.

L’avvocato Alberto Paolini, che difende Serafino Di Lorenzo sul caso dell’aggressione di qualche mese fa nel centro migranti di corso Ovidio, ha chiesto l’incidente probatorio sulla coltellata arrivata alla fine della spedizione nella residenza fatta dal suo assistito, accompagnato da Nicola Spagnoletti, toscano senza fissa dimora (difeso da Simona Fusco).

Il Gip del Tribunale di Sulmona Daniele Sodani, nelle scorse settimane, aveva confermato per entrambi la misura cautelare in carcere, convalidando anche l’arresto eseguito dalla Squadra Anticrimine del Commissariato di Sulmona, coordinata dall’ispettore superiore Daniele L’Erario. Ma l’ordinanza del giudice è stata impugnata dall’avvocato Paolini che difende il sulmonese e dall’avvocato Simona Fusco che difende il senzatetto al Tribunale del Riesame. L’udienza è stata fissata per il prossimo 30 agosto.

Nel frattempo, i due restano in carcere.

I fatti risalgono al 12 giugno scorso alle 23, quando i due sulmonesi si erano introdotti nella struttura dell’ex Casa Santa cominciando a discutere in maniera piuttosto animata con due richiedenti asilo. Una lite che poi però sarebbe sfociata in una vera e propria aggressione, come dimostrano i video girati dagli stessi richiedenti asilo. I giovani sarebbero arrivati nella struttura con due coltelli, non di piccole dimensioni, e con una pistola scacciacani. Ad avere la peggio sarebbe stato un 23enne del Gambia che fortunatamente non riportò gravi conseguenze ma solo qualche punto di sutura, dopo essere stato preso di striscio con un coltello.

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