Magneti Marelli condannata a risarcire l’operaio arrestato

SULMONA – Era stato licenziato dopo essere stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta La Fenice su spaccio dindroga e estorsione. Ora il giudice Alessandro De Marco ha stabilito che Andrea La Civita dovrà essere risarcito di 16 mensilità perché il licenziamento è illegittimo. I fatti risalgono al febbraio del 2017 quando il giovane venne licenziato in tronco dalla Marelli dopo essere stato posto ai domiciliari dall’autorità giudiziaria, nell’ambito dell’inchiesta denominata “La Fenice”, riguardante il traffico illecito di droga e la tentata estorsione. Il 40 enne di Sulmona, difeso dagli avvocati Alessandro Margiotta e Catia Puglielli, si era presentato già due volte davanti al giudice assieme ai rappresentanti della Marelli ma il tentativo di conciliazione non era andato a buon fine. Posizioni troppo distanti fra l’ex operaio e l’azienda; secondo la Marelli avrebbe fraudolentemente tenuto nascosta la circostanza degli arresti domiciliari. Ma il diretto interessato, tramite i suoi legali, ha smontato la versione portata avanti dall’azienda, sostenendo di aver avvertito il suo superiore gerarchico lo stesso giorno dell’arresto. Oggi è stata notificata agli avvocati la sentenza del giudice, emessa lo scorso 17 agosto, secondo la quale “si dichiara l’illegittimità del licenziamento al ricorrente e si dichiara risolto il rapporto di lavoro fra la Sistemi Sospensioni e il ricorrente con effetto a decorrere dalla data del licenziamento”. L’azienda invece viene condannata al pagamento di un’indennità risarcitoria omnicomprensiva determinata in misura pari a sedici mensilità dell’ultima retribuzione monetaria. Per via della legge Fornero, invece, non è consentito il rentegro sul posto di lavoro, ma gli avvocati sono pronti a far battaglia anche su questo fronte.

 

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