Sulmona è la seconda città più tartassata della Regione

SULMONA – Sale di un posto, guadagnando la medaglia d’argento, il Comune di Sulmona nella classifica delle città più traratassate della regione.

Si scambiano, invece, di posto rispetto all’anno scorso Montesilvano e Roseto. Sono questi i tre comuni abruzzesi nei quali la pressione fiscale per le piccole e medie imprese è più elevata. Lo rivela “Comune che vai, tassa che trovi”, il report annuale della Cna. Lo studio ha interessato 137 comuni italiani, dei quali dodici abruzzesi: oltre ai quattro capoluoghi di provincia, le località esaminate sono Spoltore, Lanciano, Avezzano, Vasto, Giulianova, Montesilvano, Sulmona e Roseto. Le imprese in questi comuni, il 21, 24 e 25 agosto, inizieranno davvero, a lavorare per sé, “festeggiando la liberazione dalle attenzioni del loro ‘azionista di riferimento’, occulto: il Fisco.

La ricerca mette a confronto, comune per comune, il peso globale della tassazione (il cosiddetto total tax rate) applicato a una piccola impresa dai parametri standard: la Cna individua questi parametri in un fatturato di 431mila euro annui, a fronte di un costo del personale (quattro operai e un impiegato), fissato a 165mila euro. Infine, stila la classifica che fissa per i 137 comuni censiti la data fatidica di “liberazione” dal fisco: il tax free day appunto, che quest’anno il 14 luglio ha incoronato Gorizia come la città più amica del mondo delle imprese. «In generale», si legge in una nota della Confederazione degli artigiani, «tutti i comuni della nostra regione hanno perso posizioni rispetto a dodici mesi fa: soprattutto Lanciano (nel 2017 il suo tax free day era l’1agosto, oggi il 5) e Roseto (dal 22 al 25 agosto). Ancora, tra 2011 e 2018 la variazione in negativo del reddito disponibile si è verificata in tutti i comuni (vertiginosa a Roseto con -2.139 e Pescara con -1.852 euro; ma altissima anche a Lanciano, con -1.231 euro, Avezzano con -1.012 euro, Chieti con -912, Giulianova con -1.145, Montesilvano con -1.063, Sulmona con -1.528) Con le uniche eccezioni virtuose di Vasto (90 euro in più), ma soprattutto di Teramo con 490 euro».

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