“Rimpiattino dimissioni”, parte della minoranza non vuole firmare

SULMONA – La minoranza non si dice pronta ad avviare la pratica dimissioni e rimanda la palla ai colleghi gerosolimiani.

Anzi, i consiglieri Maurizio Balassone, Francesco Perrotta, Fabio Pingue e Mauro Tirabassi “ribadiscono che se Gerosolimo ha deciso di licenziare il Sindaco Casini perché non più congeniale al suoi disegni, si assuma la responsabilità del gesto, dichiari il proprio fallimento, chieda scusa alla Città per i guasti arrecati dall’amministrazione che lui aveva scelto ed ordini ai suoi emissari in Consiglio Comunale di promuovere la sfiducia al Sindaco, invece di nascondersi dietro la figura di Di Masci”. 

“E’ notizia di queste ore – aggiungono i quattro – che il prode Gerosolimo avrebbe dichiarato all’edizione locale di un quotidiano che sarebbe imminente  “l’avviso di sfratto” al Sindaco Casini e che avrebbe già approntato una macchina da guerra di ben cinque liste da schierare nella campagna elettorale comunale; cosa che viene avvalorata dal frenetico movimentismo di ambiziosissimi giannizzeri dell’ex consigliere regionale, che in esecuzione del mandato loro conferito, promuovono incontri e contatti finalizzati alla mobilitazione delle clientele elettorali e al reclutamento del consenso, annunciando la fine imminente della sindacatura.
Al di là del proditorio trattamento riservato alla Casini (che rientra perfettamente nello stile del personaggio) e dell’ennesima anticipazione di prova muscolare del tutto priva di idee e programmi amministrativi, non si può fare a meno di evidenziare la puntuale ritualità con la quale Gerosolimo fa ricorso alla menzogna e la riprovevole spudoratezza del mentire trincerandosi dietro (comprensibili) esigenze personali e familiari.
Portando ad esecuzione il patto scellerato con Di Masci, l’ex Consigliere Regionale Gerosolimo iscriverà il suo nome nel guinness dei primati, per aver licenziato, anzitempo e consecutivamente, ben cinque sindaci negli ultimi diciassette anni: singolare primato per un soggetto che, nello stesso tempo, oltre a caratterizzarsi come un metodico e seriale demolitore e profanatore delle istituzioni, non è riuscito a produrre nulla di buono per la Città di Sulmona e per il territorio che gravita su di essa”.