Niente soldi in cassa per i libri in braille, studente costretto a rinunciare agli studi

SULMONA – Non vede dalla nascita, ma ciò non gli ha impedito di diplomarsi prima e di iscriversi all’università dopo. Quello che rischia ora di spegnere il sogno di una laurea in lettere di Pasquale Ritenuto, 30enne sulmonese, è la mancanza di fondi. Nel senso che fino all’anno scorso la traduzione in braille dei testi universitari era stata pagata dal Comune, circa 800 euro l’anno.

“Quest’anno mi sono sentita rispondere che non ci sono fondi – racconta la mamma Grazia Berardinangelo – È assurdo che il Comune di Sulmona non preveda agevolazioni per i disabili sensoriali”.

Ora la speranza è che si trovi una soluzione.