Lavori al palo nelle scuole, spopolamento, disoccupazione e perdita di servizi: la Cgil riapre la vertenza Centro Abruzzo

SULMONA – Scuole, servizi, ospedale, tribunale, ricostruzione e occupazione. Sono questi i temi caldi, diventati ormai emergenze in Centro Abruzzo, per la Cgil della provincia dell’Aquila che rilancia la vertenza delle zone interne e chiede l’apertura di un confronto regionale per trovare soluzioni e ridare dignità ad un territorio.

Sulmona dal 2014 al 2019 ha perso 1108 residenti (1 gennaio 2014:  24969 residenti /1 gennaio 2019 23861 residenti), Pratola ne ha persi 283 (1 gennaio 2014:  7752 residenti/ 1 gennaio 2019:  7469 residenti). Addirittura anche gli stranieri, che erano coloro che alzavano gli indici di natalità, scelgono altre mete, con – 61 nell’ultimo anno.

Di conseguenza anche le scuole perdono alunni, come ha spiegato in conferenza stampa stamattina Miriam Anna Del Biondo segretaria generale FLC CGIL.

In quattro anni scolastici, sul territorio, si sono persi 700 alunni e così l’istituto Serafini-Di Stefano è stato ridimensionato, ovvero ha perso la dirigenza (attualmente avrà una reggenza) perché registra meno di 600 iscritti. I 750 alunni dell’anno scolastico 2016/17 sono diventati quest’anno 510, così come a Roccaraso ha perso la dirigenza l’istituto omnicomprensivo De Panfilis, che include anche l’istituto alberghiero e gli annessi convitti.

Sempre in tema di scuola, i dati raccolti da Emanuele Verrocchi della FILLEA CGIL dicono che su 24 possibili interventi in tutta l’area interessata su altrettanti edifici scolastici, soltanto 6 cantieri hanno visto la conclusione dei lavori. Per il resto, si rilevano la fase di progettazione per 8 stabili, quella di esecuzione per 7 e il definanziamento per 3 progetti.

A ciò si aggiunge il problema delle mense, con incarico non ancora affidato che potrebbe portare ad un nuovo slittamento del servizio rispetto al primo di ottobre e ai servizi sempre più carenti, senza contare i reparti ospedalieri chiusi per ferie in estate, come ha denunciato Anthony Pasqualone della Fp Cgil.

“Ci stupisce invece la totale mancanza di progettazione sociale del territorio, di capacità di superare i campanili e mettersi insieme per trovare soluzioni a danni non necessariamente irreversibili, ma che necessitano interventi coordinati, rapidi e persino un po’ fantasiosi”, aggiunge il segretario generale della Cgil Francesco Marrelli.