Il Pd commissariato e le fantasiose ricostruzioni di un fallimento

SULMONA – “Nella nostra Sulmona il risultato generale è in linea con quello nazionale ma rispetto alle recenti elezioni regionali il recupero del PD è stato più netto anche grazie all’importante sostegno dato dagli amici e dalle amiche vicine al movimento “Solidali e popolari” di Mimmo di Benedetto con i quali abbiamo avviato una nuova fase di rinnovamento dell’azione politica del circolo locale che riporterà il centro sinistra al governo cittadino, che riporterà la serietà, il lavoro e la competenza a palazzo Mazara”.

Questo il commento di Carlo Piccone, Teodoro Marini, Pamela della Sabina e Antonella Fiordi, componenti dimissionari di un partito commissariato.

“La parola ha un valore, aspettiamo le dimissioni dal PD dei 3 consiglieri comunali che invitiamo anche ad un gesto di dignità personale e quindi alle dimissioni da consiglieri comunali”, aggiungono gli ex.

Gli fa eco un altro ex Mimmo Di Benedetto, che rivolge un appello ai vertici Dem sul rinnovamento del partito.

“Un importante passo avanti che ci porta a credere che il progetto messo in piedi alle passate regionali possa continuare a camminare verso l’unico obiettivo che ci siamo posti: dare risposte alle esigenze delle persone anche attraverso la ricostruzione di un partito, il Pd, unito e scevro da logiche divisorie perché, senza un progetto condiviso e partecipato, l’impegno sarebbe vanificato –  dice –  Dopo il voto di ieri andiamo avanti, dunque, con ancora maggiore forza nel processo di rinnovamento del partito e della nostra città. Quello che ci fa ben sperare è che finalmente, sebbene ci sia ancora molto da fare, a Sulmona non si ha più voglia di rinchiudersi nel proprio fortino pensando che così ci si difenda meglio dai “nemici”, soprattutto quelli immaginari, che hanno affollato la mente di alcuni esponenti della (ex?) classe dirigente del partito. E’ questo ciò che percepiamo parlando quotidianamente con gli elettori del centrosinistra che non vogliono più accettare la deriva in cui il Pd del capoluogo peligno stava andando soprattutto per una conduzione autoritaria e personalistica di pochi, di un partito che invece, per sua natura, è inclusivo e pluralista”.

Prima di loro era arrivato il commento del gruppo consiliare: in tre gruppi sono riusciti a perdere l’occasione per tacere e per rivendicare il risultato di un terzo posto risicato.