San Raffaele, Verì: entro aprile risolveremo la vertenza. Di Giandomenico: sono in ballo 14 posti di lavoro

SULMONA –  “Entro la prima decade di aprile convocheremo in Regione i rappresentanti di tutte le sigle sindacali e i rappresentanti della società San Raffaele, così da individuare un percorso condiviso che porti a risolvere positivamente la vicenda della clinica di Sulmona”. Lo fa sapere l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che ha confermato l’orientamento della nuova amministrazione regionale, intervenendo telefonicamente (l’insediamento della giunta è stato formalizzato solo martedì scorso, ndr) alla riunione convocata in Prefettura all’Aquila e a cui ha partecipato il direttore del Dipartimento regionale per la Salute e il Welfare, Angelo Muraglia. “Siamo perfettamente consapevoli – sottolinea la Verì – del ruolo che la clinica svolge nel contesto territoriale della Valle Peligna, soprattutto per quanto riguarda gli interventi di alta complessità. Ed è nostro interesse salvaguardare non solo i livelli occupazionali della struttura, ma anche i livelli di assistenza che la San Raffaele assicura alla comunità. I nostri uffici tecnici stanno verificando la possibilità di procedere a una deroga dei tetti di spesa, proprio per quanto riguarda l’alta complessità, ferma restando però la necessità di interventi compensativi che garantiscano l’equilibrio finanziario del sistema”.

Sollecita una soluzione anche Alberto Di Giandomenico, coordnatore di Italica.

“Non perdiamo la bussola sulla vertenza San Raffaele, sono a rischio 14 posti di lavoro delle 92 unità lavorativa impiegate nella struttura di riabilitazione peligna a causa dell’attivazione delle procedure di mobilità (articoli 4 e 24 della legge 223/1991) avviate dal gruppo San Raffaele perché la Regione Abruzzo ancora non adegua il budget relativo al 2019 – spiega – Per risolvere la vertenza oltre ad insistere con i vertici della società per azioni che gestisce cliniche importanti in Italia, qualcuno dovrebbe premere anche sulla Regione Abruzzo, magari gli amministratori dei Comuni che si servono della clinica non solo per le prestazioni sanitarie, ma anche per i posti di lavoro. Questo affinché si possa procedere ad adeguare il budget regionale per questa annualità e con la garanzia del rientro della vertenza, occorre sensibilizzare all’argomento le consigliere regionali Antonietta la Porta e Marianna Scoccia, ma non solo le rappresentanti di questo infelice comprensorio”, conclude il portavoce del Movimento politico d’Identità e Territorio.