Giunta Casini – Di Masci nel mirino della minoranza con l’ennesiamo manifesto: la Bianchi non lo firma

SULMONA – Sono appena cinque i consiglieri di minoranza, di cui 3 traghettati dalla maggioranza, i firmatari del nuovo manifesto contro la giunta Casini – Di Masci. Non compare tra le firme quella di Elisabetta Bianchi, mentre ci sono quelle di Fabio Pingue e Roberta Salvati (fino al mese scorso in maggioranza), assieme a quelle di Maurizio Balassone, assieme a quelle di Francesco Perrotta e Mauro Tirabassi (anche lui ex maggioranza).

“Uno spettacolo indecoroso al quale Sulmona non meritava certamente di assistere e che i cittadini ricorderanno per la sua spregiudicatezza politica e la sua intollerabile disinvoltura” – si legge nel manifesto – Da alcuni giorni Sulmona ha una nuova Giunta e una nuova maggioranza politica completamente diversa da quella che i cittadini avevano votato. Ma a rimanere ferma al suo posto è stata solo il sindaco Casini che esce, però, da questa crisi politicamente ammaccata e sfigurata, incurante di aver perso la sua maggioranza di governo che le avrebbe dovuto “imporre” di farsi da parte, ha preferito, invece, perdere anche la faccia e la dignità politica, solo per tenersi stretta la poltrona. Una poltrona che le è servita fino ad ora e non le servirà per il futuro per dare risposte ai sempre più gravi problemi della città ma che continuerà ad utilizzare per prendere in giro i cittadini con facile e illusorie promesse. Così come aveva fatto quando chiese ai sulmonesi di votarla perché aveva costituito una squadra giovane e competente in grado di far uscire Sulmona dall’isolamento e farla diventare una città europea proiettata al futuro”. I consiglieri di minoranza fanno anche notare che “dopo tre anni di questa sindacatura i risultati sono ben altri: una città isolata, umiliata con governi che, come in un gioco di figurine, sono andati ripetutamente in frantumi facendo alla fine deragliare la città”. “Ma quel che più meraviglia”- concludono- “è che a sostenere ora politicamente Casini e a prendere parte a questa stravagante operazione di potere sia sceso in campo, dando il suo determinante ed interessato contributo, il Partito Democratico di Bruno Di Masci, principale forza di opposizione, divenuta ora acrobaticamente maggioranza e che non disdegna di andare a braccetto con la Casini fino a ieri bersaglio di corrosivi giudizi e persino di insulti legati alla sua presunta incapacità e inadeguatezza politica”.