Giunta Casini, Carugno boccia il commissariamento e isola Pingue: agisce per proprio conto

SULMONA – Il consigliere non più nella maggioranza Fabio Pingue parla e agisce per proprio conto è non in nome del Partito socialista, che lo aveva portato a ricoprire quel ruolo.

Questa in sintesi la presa di posizione di Massimo Carugno della segreteria nazionale del Psi, che prende le distanze da Pingue, rimasto ormai solo.

”Mi sembra di aver ben capito che qualcuno avrebbe l’idea di far cadere l’amministrazione comunale in primavera avanzata per evitare che si voti a maggio (per mancanza dei tempi tecnici) – interviene Carugno – Le amministrazioni anche se sbagliate e criticabili devono arrivare a compimento. Sono anni che finiamo con i commissari e non è affatto un bel biglietto da visita. Il PSI è contro i commissariamenti lunghi o brevi che siano”.

Carugno ricorda poi le priorità su tribunale, ospedale, trasporti,unita territoriale e investimenti produttivi, che un commissario non gestirà mai, occupandosi “di portare avanti in maniera stiracchiata e sonnacchiosa la macchina comunale”.

“La percezione è che dietro questa proposta si nasconda ben altro – aggiunge Carugno – Forse non è proprio così convinto di firmare le dimissioni e far cadere la amministrazione, nonostante gli strombazzamenti e le pressanti richieste che le forze di opposizione gli chiedono e quindi ogni motivo è buono per il rinvio. Sul punto poi mi preme una riflessione. Avanti Sulmona fu una lista (una sorta di holding elettorale) alla quale parteciparono più componenti: Associazioni culturali, movimenti della società civile ed il Partito Socialista Italiano di cui sono autorevole ed ufficiale esponente. Io capisco ed accetto la autonomia del consigliere comunale sulle scelte e decisioni legate alla quotidianità della vita amministrativa. Ma alcuni passaggi cruciali non possono essere presi a capoccia propria e senza consultare le componenti che hanno partecipato al successo della lista. Per la scelta dell’assessore, per le varie fibrillazioni lanciate e ritirate alla maggioranza in questo ultimo anno  per le decisione di uscire dalla maggioranza e infine questa ultima balzaneria il Consigliere avrebbe dovuto convocare una riunione delle componenti e dibattere, discutere e decidere collegiamente scelte e strategie.
Riunione che, dal giorno della elezione, non si è mai fatta. “Avant Sulmona c’est moi” pensa il Re Sole nostrano. Ma non è così”.