San Raffaele, Casini: no ai tagli

SULMONA – “Non tornare indietro, ma potenziare le strutture di eccellenza nel settore sanitario come volano di sviluppo e garanzia di servizi sanitari di qualità complementari a quelli pubblici. Questo territorio non può permettersi la perdita di ulteriori posti di lavoro, ma deve rilanciare”. E’ quanto afferma il sindaco Annamaria Casini che interviene sulla questione della Casa di cura sulmonese San Raffaele, che ha avviato le procedure di mobilità per 14 dipendenti su 92..  “Il San Raffaele, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello regionale e nazionale nell’ambito della ricerca e dell’assistenza riabilitativa, opera tutt’oggi nell’ambito del cod.56 (riabilitazione intensiva) e rappresenta l’Unità Spinale di riferimento dell’intera regione Abruzzo – aggiunge il sindaco – Oggi paradossalmente rischia il depotenziamento dei servizi con gravi conseguenze sia per il complessivo sistema sanitario locale che per il livello occupazionale del territorio.  E’ questo l’ultimo atto di un copione ormai noto” continua il sindaco Annamaria Casini “si assiste al progressivo disequilibrio dei servizi sanitari e delle conseguenti risorse economiche a vantaggio di quello o di quell’altro territorio, ma sempre a sfavore dell’area peligna. Un governo regionale lungimirante dovrebbe saper cogliere l’opportunità di candidare la Valle Peligna come area di riferimento regionale nell’ambito dell’assistenza post-acuzie, in quanto già opera in questo territorio una realtà quale la clinica San Raffaele, privato accreditato del tutto “complementare”  alla sanità pubblica.  Un investimento in un settore sanitario all’interno di un territorio martoriato non deve, pertanto, essere visto meramente come un costo aggiuntivo da sopportare ma come leva di sviluppo socio-economico, che porterebbe sicuramente ricadute  positive capaci di incidere su disoccupazione e spopolamento. E’ per questo” conclude il sindaco “che faccio appello al governo regionale, affinchè abbia il coraggio di operare, con un atto di responsabilità verso questo territorio, per potenziare l’attività di questa struttura sanitaria, proprio negli ambiti in cui il San Raffaele rappresenta un’eccellenza e possiede professionisti e know-how di riconosciuto livello che non possiamo rischiare di disperdere. Mi riferisco proprio alla riabilitazione intensiva (cod.56), all’alta specialità riabilitativa (cod.75) e alla ricerca come ulteriore area di sviluppo”.

Intamto, Cgil e Cisl bocciano la fuga in avanti della Uil che ha strappato un incontro all’assesore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, e annunciano di aver avviato procedura di raffreddamento dal

prefetto per avviare la mobilitazione, trattandosi di servizio pubblico.