Ospedale nuovo, le richieste dei medici: stabilizzazioni e centro obesità

SULMONA – Nuovi primari, stabilizzazione medici e riorganizzazione rete ospedaliera. Se ne è parlato ieri in un incontro in ospedale tra il sindaco Annamaria Casini, il direttore sanitario Tonio Di a Biase e i medici, che hanno anche lanciato la proposta di un centro per l’obesità.

Tre sono i punti alla base di un dossier ufficiale e completo, che il sindaco consegnerà formalmente al nuovo governo regionale e alla dirigenza della Asl1, partendo dal presupposto che colmare le carenze della pianta organica sia fondamentale per offrire un servizio all’utenza appropriato.

Il primo punto è la sostituzione dei primari cessati e quelli prossimi al pensionamento, in piena consapevolezza che il responsabile del reparto è elemento fondamentale per la funzionalità dei servizi, così come più volte e su tutti fronti, con atti ufficiali, ho fatto già presente. 

Il secondo punto riguarda la stabilizzazione dei medici, per superare il precariato fatto di continui avvisi e assunzioni a breve termine. 

Terza questione è la necessità di riorganizzare la rete ospedaliera evitando unità trasversali su più ospedali che oggi si sono rivelate fortemente penalizzanti per il presidio sulmonese.  

“Ci siamo concentrati sui possibili tratti distintivi che possano consentire una specificità ed una strategia di rilancio per il nostro nosocomio, rendendolo attrattivo a livello provinciale e regionale, facendo leva anche sulla centralità e antisismicita della nuova struttura – spiega il sindaco – Ma per partire con un nuovo corso occorre preliminarmente superare le questioni irrisolte. I medici da parte loro, pur tra mille difficoltà devono fare uno sforzo superiore per difendere la nostra sanità impegnandosi, come già stanno in effetti facendo, per fare di più con meno, proponendo ogni utile innovazione per rispondere in modo appropriato ai bisogni dei cittadini. 

Ritengo sia stato proficuo e utile questo confronto, entrando nel merito delle varie realtà, puntando a ridare uno slancio al nostro ospedale, che necessita di incrementare personale, risorse e strumentazione, come fu promesso in occasione della riorganizzazione della rete ospedaliera, e di portare avanti uniti, facendo responsabilmente ognuno la propria parte, un nuovo progetto di sanità pubblica per il nostro territorio”.