Il servizio mensa slitta ancora: Lola Di Stefano corre ai ripari e autorizza ingresso cibi caldi

SULMONA – Slitta ancora il servizio mensa nelle scuole comunali cittadine. Nessun avviso sul sito del Comune, tantomeno una comunicazione a casa dalle scuole, ma la semplice impossibilità di acquistare i blocchetti dei ticket mensa allo sportello Economato, che non li aveva, ha messo sul chi va la i genitori. Così, tra una “catena” di whatsapp e un classico passaparola, mamme e papà si sono dovuti mettere l’anima in pace. Nessuna partenza per il 5 novembre, dopo il ponte di Ognissanti e soprattutto nessuna comunicazione dal Comune.

“La nostra rabbia è legata al fatto che a rimetterci sono dei bambini – protesta un gruppo di genitori – è assurdo lasciare intere famiglie appese, senza sapere quando partirà la mensa, dopo gli annunci a mezzo stampa dell’avvio dal primo novembre. Si sta compiendo un illecito tenendo i bambini 40 ore a settimana a scuola senza un pasto adeguato, perciò o si sospende il tempo pieno o lo si fa fare per un massimo di due giorni a settimana”.

L’avvertimento è chiaro, ma da palazzo San Francesco non rispondono e il motivo della falsa partenza deve essere legato ai lavori sulle scuole ancora in corso e agli atti da firmare per l’appalto alla Vivenda, che ha durata fino a fine anno. Prima di quella data partiranno le mense?

Non si sa, così la scuola elementare Lola Di Stefano, la prima ad imporre la dieta forzata del panino e dei cibi secchi, senza frutta e verdura in aula, è stata costretta a rivedere il rigido regolamento sulle pietanze, dopo le proteste dei genitori, a cui si sono aggiunte quelle di pediatri e nutrizionisti. La scuola ha così consentito l’ingresso di cibi caldi, mezz’ora prima della pausa pranzo.

All’articolo 3 del nuovo regolamento inviato in questi giorni alle famiglie si legge che “è consentito consumare all’interno delle aule scolastiche anche i pasti forniti dalle famiglie e consegnati al collaboratore scolastico (anche da persone incaricate dalle famiglie stesse) almeno 30 minuti prima dell’inizio della pausa mensa (prevista per le ore 13 per la scuola primaria “Lola Di Stefano”; per le ore 13.15 per la Scuola Secondaria “Serafini”; per le ore 12 per la scuola dell’infanzia)”. In più la dirigente Domenica Pagano precisa che “non ha mai vietato l’ingresso di frutta e verdura in aula e se ciò è accaduto su indicazione di maestre dipendenti amministrativi se ne scusa, anche perché cn una prima circolare di settembre faceva riferimento proprio ad una Sentenza del Consiglio di Stato che dà massima libertà alle famiglie sulla dieta da far seguire ai figli a scuola. In più i primi di ottobre abbiamo pubblicato un nuovo regolamento dove si consente l’ingresso dei cibi caldi alle famiglie prima della pausa pranzo, senza entrare nel merito delle pietanze”.