Tutti di etnia rom i quattro arrestati, l’accusa più grave ai danni di una donna

SULMONA – Sono finiti in manette stamattina Sonia Di Rosa di 45 anni e il marito Bruno Spinelli di 43 anni, il figlio Luigino Spinelli di 22 anni e Liliana Morelli di 69 anni, la mamma di lei, tutti di etnia rom. L’accusa contestata ai quattro è l’usura, mentre Sonia Di Rosa dovrà rispondere anche del reato di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione e della particolare crudeltà.

I fatti risalgono al 29 settembre scorso, quando la Di Rosa di 45 anni, si recò nell’autolavaggio alla Statale per picchiare la titolare con una chiave inglese, per un debito non onorato. In realtà, secondo la polizia di Sulmona, che ha condotto le indagini, si è trattato di usura, con un prestito di 3mila euro elargito nel 2014 e arrivato a 19mila  egli ultimi quattro anni. La vittima, di 53 anni, ha riportato un trauma cranico e una frattura al braccio, oltre che ferite sul volto e sul corpo per 50 giorni di prognosi. Al momento dell’aggressione la vittima era col figlio di circa trenta anni, che è stato minacciato. La Di Rosa, invece, si è dileguata facendo perdere le sue tracce. Durante l’aggressione è stata anche danneggiata un’auto che un cliente aveva lasciato per farla lavare. Il proprietario dell’auto vettura aveva prima sporto denuncia e poi, forse perché saputo cosa fosse accaduto, pochi giorni dopo l’aveva ritirata.

“Questo testimonia la paura della collettività nei confronti delle famiglie rom dedite alla criminalità – ha detto in conferenza stampa il questore Francesca La Chioma – gli arresti sono stati eseguiti per paura di reiterazione del reato, dal momento che in due su quattro hanno precedenti specifici, e per il rischio nei confronti delle vittime e della loro famiglia, minacciata svariate volte”. 

Si è risalita alla storia di usura, dopo una perquisizione nell’autolavaggio, in cui è stato trovato un foglietto in cui la vittima annotava le somme date ogni volta e le date.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Marco Billi, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Iafolla, “che ringraziamo per la sintonia che si è creata”, ha aggiunto l’ispettore superiore Daniele L’Erario, che ha condotto le indagini.