Introdacqua, scaduti i 20 giorni: Di Censo a casa

INTRODACQUA – Finisce l’era Di Censo e il Comune torna alle urne probabilmente nella prossima primavera, nella prima tornata elettorale utile. Le dimissioni presentate dal sindaco Terenzio Di Censo non sono rientrare nei venti giorni previsti dalla legge, scaduti ieri a mezzanotte, e quindi diventano effettive e irrevocabili, aprendo le porte al Commissario che dovrebbe insediarsi a breve non appena il Segretario Comunale comunicherà alla Prefettura il decorso dei termini e il decreto del presidente della Repubblica scioglierà il consiglio comunale. Fino ad allora consiglieri e assessori risultano sospesi dalle loro funzioni, prima del decadimento effettivo. 

Le proteste, però, si accendono e le accuse non mancano. 

 “Speravamo in un ripensamento del sindaco – interviene il vice sindaco Angelo Del Monaco – sono 23 anni che amministro il comune di Introdacqua e non avrei mai pensato di dover finire a parlare con un sindaco tramite la stampa. Dopo le sue dimissioni ha praticamente chiuso le porte al confronto, chiedo scusa ai cittadini di Introdacqua per aver scelto un sindaco che non è riuscito ad affrontare il problema del disavanzo”.

Pronta la replica del sindaco dimissionario Terenzio Di Censo che tiene a sottolineare il fatto che “il vice sindaco dovrebbe scusarsi non per la scelta del sindaco, visto che sono stato eletto non da lui ma dagli elettori, ma di ben altro. Il comportamento tenuto prima e dopo le dimissioni e queste ulteriori esternazioni mi rendono ancora più convinto della bontà della mia scelta”. 

Alla base della scelta dell’ormai ex sindaco c’è un buco di bilancio da 618mila euro, somma importante per un piccolo Comune come Introdacqua, che ora il commissario prefettizio dovrà decidere di ripianare con un piano di rientro pluriennale o dichiarare il dissesto finanziario.