Torna il Pugaday sul campo da rugby di Pettorano

SULMONA – Tutto è pronto per la terza edizione del Pugaday 2018, l’annuale torneo rugbystico riservato alle formazioni Old e organizzato dai Lupi della Maiella Sulmona Old Rugby sul campo da gioco di Pettorano sul Gizio del 15 settembre, quest’anno arricchito dalla presenza dei classici pali a forma di “H”, che rendono straordinario il colpo d’occhio della struttura sportiva inserita nella verde cornice dei boschi peligni.

Quattro le formazioni che si affronteranno in un torneo all’italiana: Lupi della Maiella Sulmona, Beerbanti Ascoli Piceno, Vecchie Spugne Old Rugby Fiumicino e Libera  Rugby Club Roma.

L’inizio delle gare è fissato per le ore 11.30; ogni squadra sarà chiamata a disputare tre partite da venti minuti. A conclusione degli incontri, attorno alle 17.00, spazio al terzo tempo, in cui la buona cucina abruzzese sarà come sempre protagonista assoluta.

Il torneo viene annualmente organizzato dai Lupi per ricordare Franco Bonitatibus, rugbista, fondatore, presidente e condottiero del 15 sulmonese. Un momento sportivo quindi di allegria e socialità, finalizzato a onorare la memoria di un grande e autentico personaggio della palla ovale sulmonese.

Questo è stato un anno particolarmente intenso e ricco di soddisfazioni  per i Lupi della Maiella. Dapprima la prima edizione del Pugatour, organizzata a Rocca Pia, come prima sededi un percorso turistico e sportivo all’interno dei paesi del Parco della Maiella; quindi la trasferta a Weston , prima esperienza internazionale per la Old sulmonese, alla corte dei maestri inglesi; e infine il canonico Pugaday, che in questa edizione 2018 vede la partecipazione di ben 4 formazioni.

Di rilievo la partecipazione di Libera Rugby Club Roma, la prima squadra maschile di rugby gay-friendly e inclusiva in Italia.

“L’obiettivo di Libera – si legge sul sito web della società romana, federata CONI- è promuovere la diffusione del gioco del rugby nella comunità LGBT, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentano accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale, contribuendo in tal modo a combattere l’omofobia nel mondo dello sport. Inoltre, dato che circa il 25% dei giocatori di Libera è eterosessuale, la squadra è anche un luogo di scambio di esperienze tra due mondi (quello eterosessuale e quello LGBT) che molto spesso non hanno degli spazi di incontro.

“Il mondo del rugby non è particolarmente omofobo, ma spesso si sente parlare del rugby come uno sport per ‘veri’ maschi, contribuendo a dargli una immagine eccessivamente machista”. Il mondo del rugby non è particolarmente omofobo, ma spesso si sente parlare del rugby come uno sport per ‘veri’ maschi, contribuendo a dargli una immagine eccessivamente machista. Questo potrebbe frenare molti giovani ragazzi dallo scegliere il rugby come sport da praticare. Ecco perché abbiamo deciso di creare una squadra: percepiamo che c’è molto interesse per il rugby nella comunità gay romana, ma pochissimi ragazzi realmente fanno parte di una squadra di rugby. Noi vogliamo offrire ai ragazzi gay e ai loro amici l’opportunità di iniziare a giocare a rugby in un ambiente privo di pregiudizi indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.