L’Aquila, l’IDC torna nella sua sede storica a nove anni dal sisma

L’AQUILA – Un ritorno a casa sentito ed emozionato. Dopo gli anni nei Musp di via Madonna di Pettino, per l’Istituto Dottrina Cristiana è tempo di ricominciare, lì, dove tutto ebbe inizio, nella storica sede di via Atri, fuori Porta Leoni.

Per i piccoli studenti dell’IDC, la campanella quest’anno suonerà nel cuore dell’Aquila, dove prima sorgeva il vecchio edifico lesionato e reso inagibile dal terremoto del 2009. Ora però la scuola è tornata a vivere, grazie ad un lavoro di demolizione e ricostruzione post-sisma, un edificio dunque ex novo, antisismico, di circa 3.550 metri quadri, in cui sicurezza e calore sono le parole chiave, pronto ad accogliere i bambini di infanzia e primaria.

A tagliare il nastro della scuola delle missionarie, il 2 settembre scorso, oltre alla madre generale Maria Grazia Rosace e alla dirigente scolastica suor Daniela Di Bacco, Cardinale Sua Eminenza Mons. Giuseppe Petrocchi Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, Dottor Guido Liris Vice Sindaco, Dottor Walter Capezzali ex genitore Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Dottor Luigi D’Eramo Deputato, Dottor Luigi Di Luzio Consigliere Comunale, Dottor Vincenzo Rivera Direttore Generale della Giunta Regionale, Frati Minori della Basilica di San Bernardino, Suore Francescane Missionarie Di Gesù Bambino, Suore Zelatrici del Sacro Cuore, Suore Serve di Maria Riparatrici, presenti anche alcuni ex alunni che hanno ricordato gli anni della formazione vissuti proprio in quella sede di via Atri e passato simbolicamente il testimone agli studenti di domani.

Ad accogliere i presenti le note di “Volare”, intonate dai bambini, palloncini gialli e bianchi e bandierine sventolanti IDC. Si varca così l’ingresso e comincia il tour nella scuola aquilana. A dare il benvenuto sono gli ampi spazi e i colori, all’appello ci sono i laboratori di arte e informatica, la palestra, il refettorio, la sala giochi, le aule, le sale di ricevimento e l’area divertimento con scivoli, casette e altro ancora, per giocare all’aperto.

Una domenica di festa e di grandi emozioni, la gioia che va oltre il taglio del nastro, che porta con sé ricordi, volti, suoni e che ha il sapore di un nuovo inizio, un nuovo percorso “da vivere insieme”.