Bencivenga: benvenuto assessore nel politichese degli annunci

SULMONA – In occasione delle celebrazioni del 75esimo anniversario dell’Armistizio, a proposito di Campo 78 di Fonte d’Amore, nel suo intervento l’assessore Bencivenga ha detto, anzi ha scritto: “E’ intenzione di questa amministrazione recuperare degnamente quest’area di grande valenza storica. L’ipotesi che si sta vagliando è quella di costituire una Fondazione pubblica che preveda la partecipazione del Comune, del Mibac, degli Enti locali e delle associazioni interessate…”.

Be’, l’assessore della giunta Casini ha imparato presto la lezione, quella del linguaggio dei politici che tendono ad “annunciare”. E quando si annuncia, in genere non si realizza. Ha imparato forse la prima lezione, sbagliata, o forse non conosce la seconda, quella giusta, secondo cui le azioni amministrative si annunciano quando l’iter realizzativo è già a buon punto. Non è questo il modello di strumento gestionale, perché il problema non sono le intenzioni, ma piuttosto i soldi, ovvero quali saranno le spese di gestione importanti, e chi potrà portare a realizzare tutto questo. Quindi “annunciare” che si sta valutando di costituire una Fondazione pubblica, è un po’ un azzardo, almeno perché per la costituzione della stessa occorre tener conto che la legge regionale stabilisce una necessaria dotazione iniziale di almeno 50 mila €. Pertanto l’assessore dovrebbe prima occuparsi di trovare la relativa somma. Saremo vigili e aspetteremo, aspetteremo che questa cosa la faccia.

Inoltre l’assessore scrive: “Ho inteso celebrare il 75esimo anniversario dell’Armistizio con un evento significativo” e l’evento significativo sarebbe “… stimolando le associazioni locali nel proporre le attività”. Sinceramente si può fare di più.

Un’altra notazione: meglio la chiosa del comunicato, che non l’incipit, dove l’assessore usa più volte la prima persona: “Ho inteso”, “Ritengo importante”… Magari queste cose l’assessore le ha dettate, ma occorre sapere che le proprie dichiarazioni sono sempre il frutto di un contesto collettivo in cui si opera: scelte condivise o almeno confrontate, per non parlare della rappresentanza attraverso cui si attuano le azioni amministrative. Meglio una istituzionale e più democratica scelta dei tempi in terza persona.