Sale sull’acquedotto per protesta, senza tetto alla fine convinto a scendere

SULMONA. È salito alle 11 di questa sera sull’acquedotto medievale per chiedere una casa, assistenza e un lavoro.

Non poche pretese per Nicola Spagnoletti, il toscano che da mesi dorme in ospedale e che nei giorni scorsi ha sferrato la coltellata al centro di accoglienza migranti di corso Ovidio.

Così ieri, forte del clamore mediatico che il suo “socio”, Serafino Di Lorenzo, continua a creare sui social con post e commenti e chissà se consigliato proprio da lui, il toscano ha messo in scena questo teatrino. Costringendo i vigili del fuoco e il vice sindaco Nicola Angelucci a raggiungerlo con un’autoscala.

Dopo circa un’ora e 20 di trattative si è convinto e si è fatto accompagnare in ospedale, dove probabilmente scatterà il Trattamento sanitario obbligatorio.

Alla base della protesta ci dovrebbe essere il mancato ingresso alla mensa della Caritas, forse proprio per i suoi comportamenti non inclini alla mensa diocesana.

Il 50enne toscano fa l’elemosina da qualche anno in città, attività che gli ha concesso anche l’apertura di un conto corrente in una nota banca cittadina con tanto di bancomat.

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