Futuro del centrodestra, Sospiri puntualizza sulle politiche e sul suo presunto passaggio alla Lega

PESCARA – “Un ariticolo garbato del Messaggero si interroga sul mio futuro politico che in verità è molto banale: io lavoro per il centro destra unito, perché uniti si vince, io lavoro per il centro destra perché il centro da solo non esiste nella volontà degli elettori e la destra senza centro non basta, io non ho odi personali per nessuno rispetto tutti ma vado a cena con i miei amici, se avrò la possibilità di correre alle politiche lo farò e vinceremo il collegio di Pescara, se non avrò questa possibilità continuerò, come faccio ogni giorno 14/15 ore al giorno, ad impegnarmi per la mia Città la mia Provincia la mia Regione”.

Scrive in un post Facebook Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale ed esponente di spicco di Forza Italia in Abruzzo. Detto questo, ribadisce la sue posizioni, specificandole, nel testo di un comunicato che segue.

“In un momento storico in cui si parla della riorganizzazione di alcuni partiti del centrodestra, Lega e Forza Italia, mi pare assurdo e inutile continuare a parlare di passaggi e traslochi da un partito all’altro e io personalmente sono per il partito unico di centrodestra, il Partito Repubblicano. Che io possa essere candidato alle elezioni politiche non è un segreto anche per il percorso sin qui fatto, dopo tre candidature in Consiglio regionale, ma lo voglio fare in un Collegio di Pescara, se ci saranno le condizioni e se Forza Italia farà il mio nome, in questo caso vorrà dire che il centrodestra potrà essere davvero molto competitivo”.

Il commento di Sospiri, sempre in riferimento all’articolo che ipotizza un suo presunto passaggio alla Lega.

“Si parla dei miei rapporti con i vertici della Lega – ha proseguito il Presidente Sospiri -, e allora ricordo che Luigi D’Eramo è un mio amico da sempre, così come Etelwardo Sigismondi, coordinatore di Fratelli d’Italia, siamo tutti cresciuti insieme in un’unica grande famiglia il cui padre era l’onorevole Nino Sospiri. E con i colleghi del centrodestra abbiamo parlato al Quirinale, così come facciamo tutti i giorni di politica. Arrivato a quasi 47 anni il mio motto è: ‘chi più ne ha, più ne deve mettere’ e personalmente ritengo di dover portare rispetto a tutti i componenti della maggioranza di centrodestra, a partire dal capogruppo della Lega che è il primo partito del Consiglio, che deve avere il mio rispetto come io devo avere il suo, e questo non significa che occorra necessariamente uscire insieme a cena”.