UIL FP: SINDACATI DELUSI DA PIANO RETE OSPEDALIERA REGIONE ABRUZZO

SULMONA – “In questi giorni la Giunta Regionale ha reso pubblico finalmente il documento che riguarda la riorganizzazione delle rete ospedaliera.

Naturalmente vi troviamo, ad una disamina superficiale, numerosi richiami al decreto Lorenzin del 2015 che impone il calcolo dei posti letto e della distribuzione dei servizi sanitari in base alla densità di popolazione, con un metodo più che altro ragionieristico e molto poco attento ai reali bisogni. La Regiona Abruzzo ha scelto di stare vicino al limite massimo con un indice pari a circa 2,9 (il max è 3)/1000 abitanti cosi distribuiti per la nostra Provincia :

  • 362 + 49 diurni L’Aquila
  • 219 + 20 diurni Avezzano
  • 147 + 13 diurni per Sulmona
  • 19 + 6 diurni per Castel di Sangro

I posti letto vengono ridistribuiti tra UOC, UOSD, UOS e servizi :

  • L’Aquila : 36 UOC, 28 UOSD, 6 US e 2 servizi
  • Avezzano : 18 UOC, 11 UOSD, 5 US e 2 servizi
  • Sulmona : 8 UOC, 8 UOSD, 4 UOS, e 4 servizi
  • Castel di Sangro ; 1 UOC, 5 UOSD, 7 servizi

Rispetto al 2017, anno dell’ultimo Piano Sanitario, ci sono alcune differenze con un aumento delle UOC a L’Aquila (da 31 a 36), ad Avezzano (da 15 a 18) e a Sulmona (da 5 a 8); diminuiscono invece a Castel di Sangro passando da 3 a 1. Ovviamente le UOSD dovrebbero andare di pari passo ma non è sempre così perché L’Aquila e Avezzano mantengono più o meno lo stesso numero di UOSD a significare che c’è un aumento dei servizi sanitari offerti e non soltanto una riconversione della struttura delle Unità Operative.

In particolare per Sulmona registriamo diverse novità. Sicuramente la questione che ha fatto maggiormente scalpore è quella riferibile al Punto Nascita che resta aperto con le motivazioni che ormai da molti anni noi avevamo posto all’attenzione di una politica troppo cieca e troppo impegnata a svendere i territori in cambio di favori personali.

La vera novità, però, è stata l’introduzione del SS. Annunziata tra i Presidi con DEA di I Livello come è giusto che sia. Sulmona deve ritrovare la sua dignità di città in grado di soddisfare i bisogni, tra cui quelli sanitari, di un territorio vasto e difficile. Alla riconversione di gran parte delle UOC in UOSD negli anni si contrappone oggi un cambio di passo che significa tornare ad avere una UOC di Pronto Soccorso, per esempio, ma anche di Pediatria e di Ginecologia. La differenza che nei tempi passati è stata presentata come una semplice sottigliezza di vocabolo, è invece sostanziale : cambia radicalmente la gestione di risorse e personale, cambia il peso all’interno dell’Azienda, cambiano in positivo le opportunità, proprio quelle di cui abbiamo bisogno in Valle Peligna.

In Alto Sangro, di contro,l’Ospedale di Castel di Sangro viene classificato come Ospedale di zona disagiata il che consente di mantenere il Pronto Soccorso H24 anche se non raggiunge gli standard e soprattutto mantiene quella caratteristica, forse unica in Regione, di modello polivalente in grado di fornire servizi sanitari di qualità e con offerta ampia.

Naturalmente il documento varato dalla Regione dovrà fare il suo percorso a livello di Ministero e di Governo Centrale ma il passo tracciato è quello giusto con attenzione ai territori, soprattutto quelli con i problemi maggiori affinchè, come in un circolo vizioso, non aumentino esponenzialmente i problemi stessi. L’idea che viene fuori dal documento  è quella di una sanità di prossimità, vicina ai cittadini, in grado di soddisfare anche gli standard di qualità .

Ora, però, il compito della politica e delle parti sociali non è concluso; è fondamentale continuare a combattere affinchè il Governo Centrale capisca quanto tutto questo sia importante per il nostro territorio ma soprattutto dobbiamo iniziare ad organizzarci con tavoli tecnici e politici che possano in maniera definitiva modificare il famigerato Decreto Lorenzin che tanto male ha fatto alla sanità quanto bene a quella politica senza scrupolo che aveva soltanto bisogno di una pezza d’appoggio per distruggere quel poco che in alcuni territori era rimasto”.

Claudio Incorvati, Gianna Tollis – UIL FPL