Ospedale e punto nascita, il sussulto delle aree interne

SULMONA – Alla fine, in maniera quasi inaspettata, il territorio sembra recuperare unità durante la partecipata manifestazione organizzata in viale Mazzini dalla Cgil in difesa dell’ospedale e del punto nascita.

Cartelli e slogan sulla necessità di assegnare il Primo livello all’ospedale e di non toccare il punto nascita hanno fatto da corollario ai vari interventi, aperti dalla Cgil, col segretario provinciale Francesco Marrelli, che ha invitato tutti a “scelte coraggiose, in grado di recuperare unità territoriale e ridare dignità ai servizi e alle persone delle zone interne”.

Non solo richieste, ma anche proposte più concrete, come quella della senatrice Gabriella Di Girolamo, che ha annunciato una mozione in Senato, che sovverta il criterio capestro del limite minimo, ma irraggiungibile per Sulmona dei 500 parti annui. “Il Senato ha il dovere di rivedere quei parametri. Vi chiedo di continuare a lottare tutti insieme”, ha detto la parlamentare sulmonese dei 5 Stelle, a cui ha fatto eco il segretario territoriale della Fp Cgil Anthony Pasqualone, che ha rivendicato “l’importanza di protestare da un lato e la necessità di istituire un tavolo permanente sulla sanità dall’altro”. Richiesta ribadita da più parti all’indirizzo della consigliera regionale di maggioranza Antonietta La Porta, assente oggi, assieme ai sindaci di centrodestra.

Il sindaco di Sulmona Annamaria Casini ha ribadito che la “Regione ha autonomia costituzionale e quindi può intervenire decidendo di non chiudere il Punto Nascite, questo è il risultato di anni di abbandono per l’ospedale cittadino, è il fallimento della politica”.

Al centro restano le richieste sul riconoscimento dell’ospedale di primo livello, gli investimenti su personale e strumentazioni, tutela del punto nascita e medicina territoriale.
“Riteniamo sia giusto puntare i riflettori sulla città di Sulmona e sull’assistenza sanitaria che la città offre” ha aggiunto Katia Di Marzio presidente del consiglio comunale di Sulmona e rappresentante di Italia Viva “Un’assistenza che dovrebbe riuscire a dare un’immagine di efficienza ed efficacia per permettere agli abitanti di questo territorio di veder riconosciuto, al 100%, il  loro sacrosanto diritto alla salute”.

Anche il segretario regionale del Pd Michele Fina, attraverso una nota, ha sottolineato che “Il mantenimento del punto nascita a Sulmona, e con esso in generale il rafforzamento del presidio, passa per l’impegno e l’efficienza delle azioni in campo sanitario, le cui responsabilità sono della Regione, che deve fare ciò che è necessario”.

Hanno dato la loro adesione anche il Consiglio dell’Ordine degli avvocati, il Tdm (che ha partecipato attivamente con Katia Puglielli, che ha ribadito la necessità di passare dalle parole ai fatti), e altre associazioni del territorio, oltre ai partiti (Pd, Sinistra Italiana, Sbic, Italia Viva e Movimento 5 Stelle).