Suicidio Conti, caso non chiuso

SULMONA – Il caso Conti non è chiuso.  Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Sulmona, Marco Billi, che ha disposto il proseguimento delle indagini fino al prossimo 30 novembre per fare piena luce sul suicidio dell’ex Forestale, Guido Conti. L’udienza preliminare risale a una settimana fa, ma solo oggi Billi ha sciolto la riserva. Sono state quindi accolte le otto osservazioni depositate dalla famiglia dell’ex generale che, difesa dall’avvocato del foro di Sulmona Alessandro Margiotta, si era opposta alla richiesta di archiviazione della Procura che ora dovrà continuare ad indagare almeno per i prossimi quattro mesi. Il Gip, nell’ordinanza, ha anche dato indicazioni alla Procura della Repubblica sugli approfondimenti, dai quali potrebbero emergere novità molto interessanti ai fini dell’inchiesta, con nuovi interrogatori soprattutto sulle ultime settimane di vita del generale Conti, che lasciata la divisa aveva assunto un incarico di primaria importanza nella Total, trasferendosi in Basilicata. L’inchiesta insomma lascia aperti ancora molti dubbi. Dalla posizione in cui è stato trovato il corpo del generale quella notte del 17 novembre 2017 lungo la provinciale morronese, alla Porsche bianca che alcuni passanti avrebbero notato quel pomeriggio nei pressi del luogo della tragedia, un’auto di valore che non è molto diffusa in Italia e quindi facilmente rintracciabile insieme al proprietario. Ci sarebbero poi i tabulati elettronici sull’utenza privata di Conti e in particolare l’interlocutore con il quale il generale dei carabinieri avrebbe discusso tra le 11 e mezzogiorno del 13 novembre

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