Inchiesta su ricostruzione post sisma, assolti in 30

SULMONA – Sono stati tutti assolti perché il fatto non costituisce reato. Si è chiuso così il primo grado di giudizio per circa 30 imputati che erano finiti nel vortice della maxi-inchiesta sui lavori post terremoto a Bugnara. Ieri il giudice del Tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, ne ha prosciolti trenta, pronunciando la sentenza di assoluzione con formula piena, contrariamente alla prescrizione, la richiesta che la Procura aveva avanzato al termine della lunga discussione. E’ stata una vera e propria arringa per il pool di avvocati con la sentenza che è arrivata quasi ad ora di cena. La maxi inchiesta contava all’inizio circa settanta indagati tra tecnici, titolari di ditte e proprietari di abitazioni. L’accusa era, a vario titolo, di falso e truffa ai danni dello Stato. L’attività investigativa mirava a fare luce su oltre cento schede, per abitazioni classificate di tipo A, che secondo i magistrati non corrispondevano ai danni realmente subiti dagli immobili ristrutturati. L’inchiesta prese le mosse nel 2011, quando uomini della Guardia di Finanza acquisirono un centinaio di atti nel municipio di Bugnara, sospettando irregolarità nei lavori del dopo terremoto. Per questo motivo le Fiamme gialle, subito dopo l’avvio dell’inchiesta, bloccarono l’erogazione di 150mila euro dei 600mila stanziati per immobili ad uso abitativo di tipo A. L’inchiesta fu poi divisa in diversi filoni fino alla sentenza di ieri che ha sciolto ogni dubbio per i trenta imputati. Determinanti sono state ben due perizie. La prima redatta dall’architetto Rizzo, incaricato dalla Procura, e la seconda dall’ingegnere L’Erario che ha notevolmente ridimensionato alcune osservazioni della perizia precedente. “Siamo riusciti a dimostrare di aver rappresentato la verità tant’è che il giudice ha riconosciuto l’innocenza degli imputati come avevamo richiesto in sede di discussione”- afferma soddisfatto l’avvocato Vittorio Masci, uno dei legali degli imputati. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in sessanta giorni.

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