Scritte offensive contro sindaco e Gerosolimo, pronto esposto in procura

SULMONA – Sarà la procura ad indagare sulle scritte ingiuriose comparse su una saracinesca di un negozio chiuso in via Peligna, vicino palazzo San Francesco. “Comune di Sulmona, incompetenti e ignoranti”, si legge sul messaggio anonimo che poi prosegue con offese pesanti al sindaco dimissionario Casini e al consigliere regionale Andrea Gerosolimo, senza dimenticare il senatore è ormai ex governatore Luciano D’Alfonso.

“Sulmona non è di cittadini che imbrattano saracinesche e muri con scritte ingiuriose, cariche di violenza, verso amministratori e persone elette da molti, in un sistema democratico – è la dura reazione del sindaco Casini – La democrazia è una parola nobile e per me significa sicuramente accettare senza riserve di sottoporsi al giudizio degli elettori che devono valutare l’operato degli eletti principalmente attraverso lo strumento del voto per bocciare o premiare chi si candida ad una carica pubblica. La demolizione civile, la denigrazione e l’ingiuria sono un’altra cosa. Sono la morte civile di un Paese democratico che invece vuole e deve crescere oltre il buio dell’ignoranza.Giammai devono essere accostate a Sulmona, che invece deve e può proporre la sua immagine di gloriosa cultura e ricchezza storica. Sono ferita come persona che ha fatto da generazioni dell’onestà e del rispetto un valore fondamentale della propria vita, come sindaco della mia città, che mai vorrei trascinata così in basso, ma anche come tutti i cittadini per bene di Sulmona che condannano con forza ed ad alta voce questi gesti di barbara violenza”.

Pronta a che la replica di Gerosolimo.

“Chi fa politica ed ancor di più chi ricopre ruoli istituzionali importanti è e sarà sempre soggetto a critiche di ogni tipo – scrive su Facebook – È giusto che l’operato di chi governa sia sottoposto al giudizio quotidiano dei cittadini. Non è giusto, però, quando si supera la critica e si passa all’ingiuria e alla diffamazione definendo “mafioso” un politico. Credo che questa sia la peggiore accusa che si possa fare a chi ricopre un ruolo pubblico, peggio ancora se fatta dietro l’anonimato. Siamo alla barbarie, siamo alla diffusione dell’odio che non porta a nulla se non ad instaurare un clima sempre peggiore tra la gente. La cosa mi ha colpito profondamente, soprattutto pensando ai miei figli, alla mia famiglia, ai miei amici. È una questione di dignità. Tutto mi si potrà dire, di tutto potrò essere criticato, ma ho sempre improntato il mio agire politico e professionale sulla generosità – conclude Gerosolimo – Non permetterò che questo gesto passi inosservato, non permetterò che il protagonista o i protagonisti non paghino per quello che hanno fatto. Perché nella politica così come nella vita, anche in presenza di un confronto acceso, vale prima di tutto il rispetto tra le persone”.

“Le scritte apparse oggi presso palazzo San Francesco costituiscono un atto gravissimo che non può non fare registrare preoccupazione ed indignazione e sono espressione della pericolosa deriva a cui il confronto politico si è avviato” ha affermato Katia Di Marzio, presidente del Consiglio comunale. “I contrasti, anche aspri, fra soggetti che hanno idee e visioni diverse per il presente e per il futuro del Paese sono sempre stati parte integrante della normale dialettica democratica – ricorda il massimo esponente consiliare – valori di libertà, giustizia, uguaglianza fra gli uomini e rispetto dei diritti di tutti e di ciascuno sono il fondamento della nostra società. Non posso che esprimere una dura condanna per questo grave episodio. In un Paese civile gesti come questi non dovrebbero accadere. Non ci sono giustificazioni”. Le scritte sono state rimosse e dovranno essere i vigili urbani a trovare i responsabili, aiutati anche dalle telecamere di videosorveglianza.

 

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