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Città d'Ovidio 15 | |  (1621 letture) |
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giovedì 17 gennaio 2008 |
La strada è ancora lunga.
Sembra sempre più difficile.
Ed ancora non arrivano i grandi ostacoli. Pensa te a quando sulla via si piazzeranno i macigni.
La strada per le elezioni di Sulmona è piena sia di nuovi personaggi sia di conosciuti.
Si è ancora alla schermaglia leggera, più all’interno dei partiti che fuori.
La cosa più preoccupante e che sembra di stare ai nastri di partenza di una competizione politica ben più corposa, per la Regione, per una Grande Città…
No, siamo tutti pazzi per Sulmona.
Cosa ci rende così frenetici ed allo stesso tempo preoccupati non saprei, invece cosa si dovrà fare… scusate se non uso panegirici o giri di parole, si.
La gestione comunale che aspetta il futuro Sindaco sarà una delle più dure da molti anni.
Dovrà cercare di ridare fiducia, e sarà difficile.
Dovrà lottare contro le lottizzazioni e le indicazioni provenienti da ogni dove, dovrà lottare per ridare vigore agli enti comunali e territoriali, per renderli efficienti, provarci con tutte le le sue e nostre forze, termovalorizzarci, ordinare, pena lo scatenamento della polizia municipale dal parcheggio dell’Ospedale alle nostre case, la RACCOLTA DIFFERENZIATA, e chiaramente sapere dove andare a smaltirla, deve già da oggi capire l’importanza dello sviluppo turistico culturale commerciale, della microimprenditorialità, della stesura definitiva del Piano Regolatore, per poter comprare casa e negozio a prezzi umani, per non essere più cari di Pescara senza essere ed avere l’economia di Pescara….
Chi se la sente di affrontare questi problemi, ed all’elenco ne mancano altrettanto?
Chi avrà il coraggio e la forza di farlo?
Il rischio che abbiamo e che tra i tanti nomi ce la faccia chi il Sindaco cercherà di diventarlo solo per poter iniziare una carriera politica, per approdare in altri lidi. Cosa certamente non contestabile, ma per favore non in questo momento. Oggi c’è bisogno di energia per i problemi del lavoro e dell’identità della città.

Nel nostro piccolo, il gruppo che ho l’onore di rappresentare, con il Patrocinio del Comune, delle associazioni della Giostra Cavalleresca di Sulmona e di vari Borghi e Sestieri di Sulmona, dei Borghi più Belli d’Italia del nostro territorio (Pacentro, Pettorano, Anversa, Introdacqua, Bugnara, Pescocostanzo e Scanno), ha realizzato il piano di marketing territoriale che non solo auspica un più consistente flusso turistico, per aumentare quello estivo, ma anche un cambio rivoluzionario dell’aspetto della città, con i Borghi e Sestieri protagonisti di un ritorno all’aggregazione, fruibile non solo a chi opera per la giostra, ma per tutti i cittadini, ed anche punto di riferimento turistico.

Questo disegno verrà presentato il 24 gennaio dapprima alle istituzioni, ai commercianti, ai tecnici che dovranno operarvi, al fine di poter fare i giusti accorgimenti richiesti dalle parti, e poi, dopo una presentazione/ricerca adesioni al progetto negli Stati Uniti ed in Europa, sarà divulgato e reso disponibile a tutti.
Il progetto SULMONA CITTA’ OPEN/APERTA dovrà avere vita propria, con funzioni tecniche ed amministrative, per lavorare al fianco di tutte le istituzioni della regione.
Come già detto nei precedenti capitoli, l’industrializzazione del territorio Peligno non è indicata da questo progetto come la soluzione del futuro. Non per questo il funzionamento del nucleo industriale è ostacolato, anzi.
Da segnalare che imprenditori come Di Carlo, Santarelli, Pelino, D’Amico, Spinosa ed altri locali sono di maggior garanzia di tenuta nel tempo rispetto a chi dall’esterno viene solo per la momentanea convenienza, pronti a fuggire quando la situazione cambia.
Si d’accordo, si parla anche di assenteismo, ma qui non ho soluzioni se non auspicare maggior etica del lavoro da “terne” le parti - proprietà, sindacati, lavoratori.
La produzione possibile in una città turistica e d’arte : ci sarebbe molto da fare e da dire. Può utilizzare energia pulita, produrre materiali eco compatibili, a loro volta per la produzione di energia pulita, prodotti alimentari d’origine, prodotti di promozione e gadget sempre riconoscibili per qualità e purezza, dove fare sfoggio del “Made in Italy”.
Come ben sapete, e comunque ve lo comunico ora, anche i cinesi hanno deciso di produrre in Italia, perché il nostro marchio nel mondo vuol dire ancora qualcosa. Peccato che i cinesi l’hanno capito in pochi anni e noi produciamo dappertutto tranne che qui.
Se potrà servire, cambiamo rotta.
Voteremo il Sindaco che ci parlerà del nostro futuro e non delle lampadine e dei marciapiedi. Perché queste sono cose da minuto mantenimento, in caserma lo si fa ogni giorno, non sono cose eccezionali.
Come migliorare il futuro, rimettere in moto il tram e ridare speranza alla nostra città, ecco cosa chiedere.
P.S. dobbiamo aiutarlo, in ogni modo possibile.
Angelo Merola
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 gennaio 2008 )
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Ultimo aggiornamento: 09 febbraio 2010 11:37 |
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