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Di Carlo (RL): “Per le comunali di Pescara non escludiamo niente”
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venerd́ 11 gennaio 2008
Active ImageQuarant’anni, avvocato, componente del direttivo nazionale dei Riformatori Liberali, responsabile del sito internet www.giustiziagiusta.info, il principale portale italiano dedicato alla politica giudiziaria e fondatore e curatore di Abruzzo Liberale. E’ il ritratto di Alessio Di Carlo che abbiamo incontrato per una chiacchierata sui principali temi della politica locale e nazionale.



Avvocato Di Carlo, Montesilvano sembra non trovar pace, con l’inchiesta Ciclone che non si arresta e nuove indagini che colpiscono la Giunta Cordoma.

Qualsiasi giudizio sulle inchieste in corso va sospeso in attesa delle sentenze definitive. Detto questo, proprio ieri ho avanzato dubbi sulla opportunità di procedere all’arresto dell’Avvocato Di Blasio, avvenuto proprio in merito al ”Ciclone” ma ad un anno e mezzo dall’avvio di quell’inchiesta. E debbo dire che la conferenza stampa del Dott. Zupo non ha chiarito quali siano state le ragioni che hanno giustificato l’arresto preventivo.


E su “raccomandopoli”?

E’ una faccenda il cui rilievo penale sembrerebbe assai più modesto rispetto a quella che ha travolto la Giunta Cantagallo. Dal punto di vista politico, però, mi sembrerebbe gravissimo se dopo sei mesi dall’avvio della consiliatura la Giunta Cordoma si trovasse immischiata in una vicenda che certamente mal si coniugherebbe con quell’appello al ‘cambiamento’ con cui si è condotta la campagna elettorale. Si tratterebbe di una delusione vera e propria, poiché come Riformatori Liberali ci siamo spesi con tutte le nostre forze perché Cordoma fosse il candidato del centrodestra, specie nella fase iniziale. Cordoma dovrebbe ricordare – anche se sembra averlo dimenticato in fretta - quando eravamo gli unici intelocutori su cui poter contare per lavorare sulla sua candidatura, specie nella fase iniziale delle trattative.

A Pescara le cose non sembra che vadano meglio...

Effettivamente c’è poco di cui essere allegri se il fulcro della politica cittadina gira, anche a Pescara, attorno a Palazzo di Giustizia. Anche in questo caso ritengo che debbano essere tenute distinte le responsabilità giudiziarie – da accertare – e quelle politiche: da questo punto di vista ogni cittadino pescarese può constatare come il Sindaco di Pescara abbia gestito in questi anni la cosa pubblica come se fosse cosa propria, vuotando le casse comunali per operazioni di marketing politico e, soprattutto, lasciando irrisolti i problemi fondamentali della città come il traffico, la sicurezza e la crisi del commercio.

A proposito di Pescara, intendete presentare una lista autonoma per le comunali di primavera?
Quello di Montesilvano, l’anno scorso, è stato l’unico esperimento elettorale che ha visto i Riformatori Liberali impegnati in Italia in una competizione amministrativa, peraltro affrontato insieme agli amici del PRI. Credo che si tratti di un’esperienza non replicabile vista la scarsa vocazione “localista” del nostro movimento. Diverso sarebbe il discorso della presentazione di una lista laica e liberale o di qualche nostro candidato “ospitato” nelle liste dei partiti della coalizione di centrodestra. Molto però dipenderà dalla individuazione del candidatoSindaco che faranno i partiti della coalizione. Si tratta di una scelta rispetto alla quale non ci è stato dato modo di interloquire: anzi, per essere espliciti, posso affermare che siamo totalmente ignorati.

Quindi?

In questa situazione il nostro appoggio sarà garantito esclusivamente a supporto di un candidato che abbia dimostrato considerazione ed attenzione verso i temi che ci stanno a cuore e verso le nostre iniziative.

Se il candidato del centrodestra non fosse di vostro gradimento dovremmo aspettarci una sua candidatura a Sindaco?

Allo stato delle cose non mi sento di escludere nulla, ivi compresa la possibilità di totale disimpegno nella competizione di primavera visto che considero l’impegno politico come una passione e non come un lavoro. In tal caso avremmo più tempo per seguire l’evento tramite Abruzzo Liberale.

A proposito di Abruzzo Liberale, mesi fa lanciaste sul vostro sito un sondaggio per l’indicazione del candidato sindaco del centrodestra...
.
Al di là del risultato, privo di qualsiasi valenza scientifica, e che vide primeggiare di gran lunga Nazario Pagano, grazie a quell’esperimento abbiamo avuto modo di promuovere il sito che, inspiegabilmente, viene ignorato da buona parte degli amici del centro destra.

In che senso “ignorato”?

Nonostante il buon numero di visite quotidiane, con una media di oltre 1500 contatti al giorno, a parte poche lodevoli eccezioni, sono ben pochi gli esponenti del centrodestra abruzzese che inviano comunicati, spunti e riflessioni sull’attualità politica. Aggiunga che Abruzzo Liberale garantisce la registrazione e la diffusione in audio video dei principali eventi su base locale. Nonostante questo, come dicevo, il servizio – che naturalmente è del tutto gratuito - non sembra incontrare il gradimento di molti esponenti del centrodestra abruzzese.

Oltre ad Abruzzo Liberale lei è responsabile di Giustizia Giusta...

Quella di Giustizia Giusta è un’esperienza che sta assumendo contorni davvero interessanti. Attualmente quel sito è unanimemente ritenuto come il punto di riferimento per l’analisi di politica giudiziaria in chiave garantista e legalitaria. Siamo segnalati da innumerevoli siti italiani, sovente ospitati su quotidiani nazionali ed abbiamo un seguito di tutto rispetto anche dall’estero. Siamo stati ospitati in diverse occasioni dalla Tv della Libertà, da Radio locali e stiamo mettendo nero su bianco una collaborazione fissa con un prestigioso quotidiano nazionale. Il merito, sia chiaro, è dell’On. Mauro Mellini, di gran lunga la penna più autorevole in materia, che da avvocato, deputato e membro del CSM ha avuto modo di esaminare e studiare il pianeta giustizia da ogni possibile angolo visuale.

Qualche settimana fa abbiamo letto di un progetto di aggregazione delle forze liberali a cui sta lavorando. Ci può dire qualcosa in più?

Ho avuto il piacere e l’onore di essere stato personalmente coinvolto in questa avventura – proprio come responsabile di Giustizia Giusta - dall’industriale bergamasco Adriano Teso, già sottosegretario del primo Governo Berlusconi, che ha riunito attorno ad un tavolo gran parte delle sigle che a vario titolo costellano la galassia liberale per cercare di giungere alla creazione di un unico, nuovo movimento realmente liberale e liberista: una manovra di razionalizzazione e di aggregazione che coinvolga innanzitutto il Partito Liberale ed il Partito Repubblicano ma anche sigle, associazioni e liste minori e, naturalmente, il mondo dell’industria che decidesse di aderire ad una piattaforma autenticamente liberista.

Chiederete dunque al PLI ed al PRI di sciogliersi per confluire in questo nuovo partito...Non le sembra un progetto troppo audace?

La invito a considerare due circostanze. La prima è che sono parecchi i partiti che in Italia hanno rinunciato a sigle e simboli non meno prestigiosi del Tricolore Liberale e dell’Edera Repubblicana per dar vita ad un nuovo movimento. Certamente si tratta di un percorso difficile da affrontare ma se lo hanno fatto altri non vedo perchè non potrebbero riuscirvi anche PLI e PRI. La seconda circostanza riguarda lo stato in cui questi partiti versano: a fronte di una storia gloriosa ed in cui mi riconosco quasi integralmente, si tratta di movimenti ormai privi di qualsiasi possibilità di sopravvivenza politica autonoma. Trasformarsi per non perire è buona norma naturale prima ancora che politica: e sono certo che gliamici liberali e repubblicani non perderanno l’occasione di arricchire con le loro prestigiose tradizioni il costituente nuovo partito dei liberali italiani.

fonte: www.cronacadabruzzo.org
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