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Città d'Ovidio 13
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domenica 09 dicembre 2007
Active ImageLa notte di Benigni è stata un momento magico come pochi… un bravo insegnante del resto è sempre un valore aggiunto, superiore a volte allo stesso studio. La Divina Commedia, il V Canto, ha preso vita, regalandoci l’emozione di sentire i battiti di Paolo e Francesca. Sembrava di essere Lì, in quel girone dell’inferno.

Ma non si vive di solo Benigni. L’altra sera Francesco De Gregori dal vivo al “Caniglia” è stato trascinante, regalandoci emozioni di un tempo e nuove musicalità. Regalandoci proprio, no, dato che il costo del biglietto era consistente, ma ne è valsa la pena.

Ma non si vive solo di artisti. C’è il lavoro, la vita di tutti i giorni, c’è la nostra domenica del villaggio.

Con il tempo meteorologico favorevole domenica è stato facile raggiungere l’eremo conosciuto in tutto il mondo, quello di San Pietro da Morrone.
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Domenica il Morrone sembrava un crocevia di turisti montani: tante persone che andavano dal rifugio dello Iaccio Rosso alla vetta di Pratola, alla vetta del Morrone, al rifugio Vicenne. Altri che valicavano “la forchetta” per raggiungere Passo San Leonardo. Sembrava una giornata estiva, non per la temperatura ma per il numero dei viandanti montani.

Certo che un centinaio di persone in inverno che passeggiano sulle nostre montagne non sono indice di potenzialità turistica, ma quantomeno possono rappresentarla, dimostrando che la bellezza dei nostri luoghi ha da invidiare ai più famosi solo il marketing e la capillarità del servizio turistico. Certo non è poco, è come se avessimo in mano un lingotto grezzo nascosto in soffitta mentre potremmo anche noi farne gioielli e metterli in vetrina.

Chi si avventura su di un monte dove minimo si affrontano dislivelli di metri 700 (colle delle Vacche) di 1000 (Eremo di San Pietro), di 1600,1700 metri della vetta, lo fa perché sente la forza d
Active Imageella Montagna, sente la forza della Natura e vuole condividerla. Ma nonostante tanta gente, va sottolineato che l’unico punto di ristoro è il vecchio rifugio, rinnovato e perfettamente funzionante con la nuova gestione, del Colle delle Vacche. Come al solito invece di fargli un applauso per il coraggio di intraprendere una attività pionieristica per il territorio, siamo li pronti a rimproverargli le manchevolezze. E’ proprio una nostra debolezza criticare quelli che si adoperano, Certo che vanno sanzionati se sono fuori legge, ma criticarli per il semplice gusto è un dono tutto nostro.

Certo che si commettono errori, ad esempio il gruppo elettrogeno è troppo r
umoroso, ma intanto gli va riconosciuto il merito di averci creduto.

Frequento abitualmente il monte Morrone, è posso segnalarvi che da quando si è insediato il nuovo punto di ristoro, i “montanari” si sono moltiplicati.
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Per chi è uso alle montagne trentine, alle mitiche Dolomiti, alle Alpi piemontesi e Lombarde, questa non è una novità.

La montagna è il regno della natura, vegetale e animale, e l’uomo ha l’arduo compito di salvaguardarla. Ma deve anche viverla, e farla vivere.

Il Morrone, come del resto il Genzana, sono montagne che sembrano state disegnate per acco
gliere come per magia migliaia di uomini, donne , bambini, sia per camminare, per visitare le grotte , gli eremi, le rovine di antichi castelli, di templi romani, le riserve, gli stazzi, per vedere i cavalli bradi, per fare amicizia con una natura “che ti sorprende” (frase promozionale della regione Abruzzo in questo periodo usata da Fabio Spinosa nelle sue interviste per promuovere quanto di buono la sua categoria prospetta al mercato nazionale, frase che condivido in toto).

Il Morrone è una montagna dove altri 3 rifugi ristoro (sotto la vetta, le vicenne, il villaneto) potrebbero insediarsi, ed in tempi brevissimi. Sotto Le Marane il parcheggio già c’è, nei pressi del
Tiro A Segno, dietro la Chiesa principale. E poi via, a passeggio per una montagna sacra e stupenda.

Active Image Certo, i posti di lavoro non sarebbero tanti. Ma il numero delle persone attirate verso la montagna Morrone con queste infrastrutture aumenterebbero di giorno in giorno. Il Morrone ha delle particolarità che lo rendono ancor più intrigante: da ogni lato è diverso.

Dal Rifugio di Passo san Leonardo, l’antica via Delle Signore, con la sua dolce pendenza, il bosco fitto ed accogliente, ti porta in quota con poca fatica, facendoti godere di un panorama mozzafiato sulla
Maiella.

Da Sulmona invece la pendenza è più dura, immediata, ma
con 2 ore si arriva ai 1400 metri dell’Eremo di San Pietro, con una visione panoramica della valle Peligna.

Da Popoli, da Roccacasale, altri scenari incantati, con valli interne piene di vita animale e vegetale.

Il Morrone ha deciso che voterà Sindaco di Sulmona chi gli chiederà di fare la sua parte nel piano strategico Sulmona Città Open/Aperta.
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A fine anno al teatro Maria Caniglia ci sarà il concerto della PFM dedicato a De Andre’: grazie a chi lo ha organizzato.

Dato che avevo bisogno di un incoraggiamento, ho preso l’insegnamento di Dante, i concerti al Teatro, il nostro splendido Morrone, e li ho uniti idealmente nel fagotto delle cose buone da portare avanti.

Incoraggio anche voi: il progetto SULMONA CITTA’ – OPEN/APERTA, studio s
ulla fattibilità di rendere la nostra estate il punto di riferimento in Abruzzo, è giunto a metà dell’opera. Entro fine anno 10 probiviri lo valuteranno ed eventualmente integreranno, per poi entro fine gennaio, o addirittura il 2 febbraio, verrà presentato ufficialmente, anche e soprattutto con l’aiuto di chi lo riterrà valido e da sostenere.

Active Image Le idee purtroppo non bastano: ci vuole la caparbietà di perseguirle. Anche la forza.

Ecco a cosa servono i partiti: a dare forza alle idee.

Ecco cosa succede quando i partiti non danno forza alle idee ma solo all’arrivismo: due commissariamenti, uno di destra ed uno di sinistra. Di seguito.

Chi dei due schieramenti ci regalerà la replica? Spero nessuno, ma questo dipende da loro.

Da noi dipende il voto, dagli eletti che vogliano condividere e portare avanti i progetti ritenuti validi ed indispensabili.



Angelo Merola
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