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"Spade Affilate: sono i commenti che corollano le notizie politiche, sempre più incisivi." Non è vero. Avrei voluto scriverlo davvero...ma non è vero. Alcuni commenti poi sono particolarmente fastidiosi in quanto inneggiano chi degli esponenti politici parla e parla ma non ha mai fatto nulla che meriti di essere ricordato, anche di piccolo. Senza quindi aspettare i fatti, si inneggia vestendo solo una casacca partitica,come tifosi di una squadra di calcio. Stiamo commentando il vuoto. Quante volte abbiamo giudicato dai fatti e non dalle parole... Nella politica questo discernimento risulta indispensabile, senza dispense. E' uno spazio vuoto, dove tutti i nostri amici politicanti si buttano, con tute spaziali che li rendono irriconoscibili, e a volte...restiamo senza parole.
Chi per la candidatura alle elezioni del PD ci inonda della sua bella faccia sorridente inducendomi un senso di tenerezza, chi lotta aspramente per il controllo di un partito che non è un partito ma è partito. Per dove solo Berlusconi lo sa. O Micciché, che nel granaio dell'impero romano , parlando di un giovane turista giapponese che atterra all'aeroporto Falcone e Borsellino, ha trovato la soluzione: dovrebbe cambiare nome, altrimenti la Sicilia verrà ab aeterno identificata come la terra della mafia. Pensavo che un nome, anzi nomi così pieni di umanità e significato volessero determinare tutto il contrario, la volontà di non piegarsi, ma è chiaro che in politica, come nella vita, il bicchiere, il proprio reddito, il rapporto con l'altro sesso, viene visto sempre in modo uguale e contrario, mai oggettivo. il bicchiere, lo stesso per me mezzo pieno, per te sarà mezzo vuoto, il reddito, degno di un re per tutti noi mortali, per il parlamentare è il minimo indispensabile alla sopravvivenza, il rapporto con le donne, o con gli uomini, viene da chi contato per numero , da chi per emozioni, da alcuni per la bellezza per la loro notte pagata, da chi per il piacere di stare insieme. E' sempre la stessa donna o lo stesso uomo, ma vengono visti e valutati in modo diverso. Quindi, a fronte di queste considerazioni, Angelucci, Iannamorelli, Manasseri, Di masci, La Civita, Nannarone, Pezzopane, Paola Pelino, D'Alfonso, Ginoble, Veltroni, Letta, Bindi, Berlusconi... li vedete come? 1- Come numero o come entità? 2- Come destino o come Provvidenza? 3- Come risorsa o come problema? 4- Come utili o inutili?
Dato che ho iniziato, comincio a rispondere io. Provateci anche voi.
1- entità soprannaturali 2- mandati dalla Provvidenza per temprarci alle difficoltà della vita 3- come problema sia per quanto costano sia per quanto costeranno 4- utili a farmi dire inutili, se persevereranno nel fare politica come un mestiere e non come una missione temporanea. IL ricambio è un problema per il ricambiato. Poi si deve davvero lavorare. Spesso hanno anche un grazioso ricordo, come ad esempio una pensione sovradimensionata anche per Luca Cordero di Montezemolo. Sono convinto che l'esperienza politica va fatta e se si ha la forza riconosciuta e votata di fare, come per i nostri precedenti Sindaci anche perseverata, ma ad un livello superiore, altrimenti non saranno utili ne a stessi ne alla collettività.
In questo periodo sono apartitico, come la maggior parte di chi legge. Se Tu che leggi, e perdonami il Tu, non sei d'accordo, voglio augurarti che la fiducia che riponi in questi uomini e donne impegnate nei Partiti sia corrisposta dalla fiducia che loro hanno in Te, non solo per il voto, ma anche di considerazione.
Io ho smesso, dopo la crisi occupazionale, le tasse esagerate, la città abbandonata a sé stessa, la Giostra Cavalleresca, la Camerata Musicale e le altre organizzazioni culturali che elemosinano anziché essere premiate per il loro impegno, il non apporto di gente piena di capacità che invece di fare si limita a criticare. Ho smesso di crederci perché tutto questo sottostare agli eventi è risolvibile con lavoro duro, volontà ferrea, condivisione (la cosa più difficile a Sulmona) e non con l'affidamento a Terzi (estranei alle vicende per storia cultura interessi, come possono essere tutti i consiglieri provinciali e regionali, bravissimi, ma non interessati se non a chiacchiere a quanto accade nella Valle Peligna). Se siete d'accordo, partiamo.
Angelo Merola
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