|
La giunta La Civita cade sul bilancio. Commissario in arrivo |
|  (2872 letture) |
|
|
|
|
lunedì 21 maggio 2007 |
SULMONA (ore 22.30) – La giunta La Civita cade sul bilancio. Una giornata convulsa durante la quale più volte si è tentato di trovare la soluzione alla crisi che ha attanagliato per 48 giorni Palazzo San Francesco. Sembrava ad un primo momento che la soluzione potesse ravvisarsi nella costituzione di una giunta costituita dai quattro segretari di partito più tre figure esterne ma qualcosa nella tarda serata non ha funzionato. Il gruppo misto riunito in “conclave” ha deciso di rifiutare la proposta di quel che restava della maggioranza di centrosinistra proponendo di nuovo una giunta tecnica.
Andrea Gerosolimo “bolla” come irricevibile la proposta e torna
a minacciare ancora una volta lo scioglimento del consiglio se non fosse stata accettata quella che dai più è stata definita la pregiudiziale per poter continuare a governare la città. Nel frattempo l’orologio segnava le 22.25 la discussione verteva sullo “scoglio” bilancio. Il voto elettronico ha data la risposta impietosa per il sindaco e la sua giunta. Sette i voti favorevoli, undici i contrari e quattro gli astenuti. Al di là del mancato voto del capogruppo dei Ds Oreste Tolone assente giustificato per malattia, l’astensione più rumorosa è stata quella di Angelo Amori appartenente al gruppo misto. A cantare vittoria il centrodestra. Se da un lato il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Fusco dichiara che era prevedibile che “questa amministrazione cadesse sul bilancio visti gli antefatti e le lacerazioni interne ad un centrosinistra fantasma di se st esso”, Fabio Federico di Allenza Nazionale ritiene che l’arrivo del commissario sarà certamente più proficuo rispetto ad un centrosinistra “che invece di pensare a risolvere i tanti problemi che affliggono la città è stata proiettata soltanto al litigio e all’accaparramento delle poltrone”. Un amareggiato Franco La Civita ha lasciato l’aula consiliare “Tutti hanno riconosciuto lo sforzo personale che ho fatto per tentare di ricucire quella maggioranza che ha ottenuto un ampio consenso nelle amministrative 2004 ma di fronte all’ostinazione dei cinque non c’è stato davvero più nulla da fare”. Ora si attendono i provvedimenti del prefetto dell’Aquila, Aurelio Cozzani, il quale salvo ulteriori e possibili proroghe potrebbe avviare già da domani le procedure per lo scioglimento del consiglio e per la nomina di un commissario straordinario fino alle prossime elezioni. Per il Comune si tratterebbe delle seconde elezioni consecutive anticipate per crisi politica, dopo quelle che nel 2004 furono originate dalla dimissioni di Centofanti.
La Redazione

COMUNE SULMONA: VERSO SCIOGLIMENTO CONSIGLIO COMUNALE
Sulmona- Il Consiglio comunale di Sulmona si appresta ad essere sciolto con provvedimento prefettizio a seguito della mancata maggioranza dei voti per l'approvazione del bilancio di previsione. Alle 22,18 di ieri sera, con 10 voti contrari, 7 favorevoli e 4 astenuti, il tabellone elettronico ha sancito la definitiva chiusura di un capitolo di crisi politica durato oltre quattro mesi. Hanno votato contro: Lorenzo Fusco, Maria Luisa Fabiilli e Palmiero Susi (Fi); Gaetano Pagone (Dc); Fabio Federico (An); Davide De Deo (Sulmona domani); Giulio De Santis, Andrea Gerosolimo e Dino Fasciani (Gruppo misto); Luigi Rapone (Margherita). Hanno votato a favore: Mario D'Eramo, Angelo Giannandrea, Fernando Gentile e Franco La Civita (Margherita); Salvatore Di Cerare (Ds); Domenico Carrozza e Alessio Evangelista (Una Citta' per tutti). Gli astenuti sono stati: Angelo Amori (Gruppo Misto); Vito Lattanzio (Margherita); Maurizio Balassone e Oreste Tolone (Ds). "Come maggioranza abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale fino in fondo - ha affermato il vice sindaco, Filadelfio Manasseri - cercando di percorrere prima la strada di una maggioranza politica, poi mista e poi tecnica. La totale chiusura al dialogo da parte di alcuni ha precluso ogni ipotesi di intesa e questo, in un momento delicato come quello che vive la Valle Peligna, in termini di crisi occupazionale e di espoliazione dei servizi, non puo' che gettare ombre sul futuro immediato della comunita'. Ai tavoli tecnici aperti presso il Governo nazionale non avremo una rappresentanza forte e coesa che avrebbe potuto salvaguardare le aspettative delle centinaia di lavoratori che vivono uno stato occupazionale drammatico. Adesso che si intravedeva uno spiraglio si e' deciso di azzerare il lavoro svolto fin'ora e qualcuno - conclude Manasseri - dovra' farsene carico".
Fonte AGI Cli/Plt del 22 maggio 2007
|
|
Ultimo aggiornamento ( martedì 04 novembre 2008 )
|